Spazio libero di comunicazione: cronaca, eventi, politica, territorio, tradizioni.
venerdì 19 febbraio 2021
Bistecche e salsicce grigliate
venerdì 12 febbraio 2021
Brodo di pesce con ceci ed erbe di campo
mercoledì 3 febbraio 2021
Bistecca e patatine dolci con salsa barbecue
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| Photo Credit: BORA / Silvia Seebacher |
mercoledì 27 gennaio 2021
Coscio di capretto al girarrosto
mercoledì 20 gennaio 2021
Gamberi e verdure cinesi al tegame, con anacardi e coriandolo
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| Photo Credit: BORA / Silvia Seebacher |
martedì 12 gennaio 2021
Vincisgrassi alla maceratese, specialità tradizionale garantita
martedì 5 gennaio 2021
Cotechino con lenticchie
mercoledì 30 dicembre 2020
Vongole al vino bianco
sabato 19 dicembre 2020
Pizzoccheri e slinsega di Valtellina
Ricetta "pizzoccheri" di Valtellina (ricetta originale dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio) https://accademiadelpizzocchero.it/la-ricetta/ Ingredienti (dosi per 4 persone):
400 g di farina di grano saraceno; 100 g di farina bianca; 200 g di burro; 250 g di formaggio Valtellina Casera Dop; 150 g di formaggio grana da grattugia; 200 g di verze; 250 g di patate; uno spicchio di aglio; pepe.
Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti. Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 mm dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 cm. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 mm. Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini). Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzoccheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio grana grattugiato e Valtellina Casera Dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio. Friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri. Senza mescolare, servire i pizzoccheri bollenti con una macinata di pepe.
Vino abbinamento
Vini di Valtellina
domenica 6 dicembre 2020
Anatra all'arancia, cenni storici, ricetta
La ricetta dell’anatra all’arancia che il ristorante "Biagio Pignatta cucina e vino" propone in abbinamento con il Poggilarca Carmignano 2017. Il ristorante si trova nel parco della Tenuta di Artimino ad Artimino, frazione di Carmignano (PO).
INGREDIENTI PER 10 PERSONE
4 petti d’anatra, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di salvia timo e rosmarino, 3 anice stellato, olio extra vergine della Tenuta di Artimino, 50 ml di Grand Marnier, 50 gr di burro, 12 arance, 350 gr di zucchero, 5 gr semi di finocchio, 2 indivia belga, 4 ravanelli, 1 finocchio, 1 carota, 1 limone.
PROCEDIMENTO
Spremete dieci arance e in un pentolino aggiungete lo zucchero, l’anice stellato, i semi di finocchio e fate sobbollire, riducete di due terzi. Intanto preparate l’insalatina con l’indivia belga tagliata a rombetti, i ravanelli a rondelle, 2 arance pelate a vivo, il finocchio tagliato a julienne sottile e la carota sottile, condite con succo di limone, sale e olio extra vergine di oliva della Tenuta di Artimino. A questo punto tagliate il grasso in eccesso dai petti d’anatra, in una padella antiaderente versate un po’ di olio e rosolate i petti d’anatra iniziando dalla parte della pelle, salate e sfumate con il Grand Marnier. Poi aggiungete aglio, salvia, timo, rosmarino e il burro, cuocete in forno per circa 8 minuti, quindi lasciate riposare per 2/3 minuti. Tagliate il petto d’anatra e sistematelo sul piatto, spennellate con la riduzione di arancia e impiattate con l’insalatina di indivia.
Quando Caterina De' Medici insegnò ai francesi ad usare la forchetta
La famiglia De’ Medici ha lasciato tracce indelebili nel Rinascimento italiano di cui sono stati tra i principali animatori. Circondandosi di artisti del livello di Michelangelo o di letterati come il Poliziano, per secoli hanno mostrato con i fatti al mondo allora conosciuto, cosa vuol dire avere il ruolo di mecenati e sostenitori di ogni forma di cultura. Non sorprende quindi che anche a tavola dettassero legge su galateo, cucina e vino. In particolare è curioso sapere come Caterina De’ Medici, andata in sposa al futuro Re di Francia Enrico II volle con sé cuochi di famiglia perché portassero una ventata di modernità in un contesto che chiaramente le stava stretto. Certo il galateo non era all’altezza della sua famiglia di provenienza, se è storia che fu lei ad insegnare ai francesi l’uso della forchetta, già diffuso, oltre che alla corte dei Medici a Firenze, anche a quella di Venezia. Parliamo poi di cucina. L’anatra all’arancia, uno dei piatti celebri della cucina francese, in realtà è originaria di Firenze; fu sempre Caterina che fece dono di questa ricetta alla corte di Francia. L’uso di cucinare la carne con la frutta era certamente di origine araba, poi si diffuse in Spagna e da qui giunse a Firenze probabilmente già dal Medioevo. A Firenze questo piatto si chiamava papero al melarancio ed era molto apprezzato dalle famiglie patrizie e quindi alla corte dei Medici. Nel ‘600 con l’avvento del cognac, i cuochi francesi modificarono questo piatto in "canard a l’orange" ma resta comunque un piatto di origine italiana. E parliamo di vino, sempre con Caterina De’ Medici che sembra importò ad Artimino quella che ancora oggi viene chiamata “uva francesca” cioè il Cabernet. Vitigno questo che fa parte per norma dell’uvaggio del Carmignano ormai da secoli (assieme ad una maggioritaria percentuale di Sangiovese e al modesto apporto di altri vitigni). Anticipando ogni moderno Disciplinare di Produzione, già nel 1716 il Granduca Cosimo III De’ Medici, emettendo prima un decreto e poi un bando, ne stabilì precise e severe norme per la vendemmia, ne delimitò la zona di produzione e, dettandone le norme di commercializzazione, si adoperò per proteggerlo da contraffazioni o dalla cattiva conservazione. Insomma furono definite tutte le caratteristiche del Carmignano anticipando di secoli i Disciplinari moderni (prima, anche qui, dei francesi e delle loro classificazioni) superando la diatriba vitigni internazionali sì, vitigni internazionali no che negli ultimi decenni, a più riprese, è stata affrontata dal vino italiano di qualità. Villa La Ferdinanda (Patrimonio UNESCO) che è il cuore pulsante della Tenuta di Artimino è stata teatro di tutto questo e la famiglia Olmo, che oggi ne è proprietaria, è cosciente del patrimonio storico e produttivo che ha in mano e con Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, nipoti del fondatore Giuseppe Olmo e oggi AD dell’azienda, si sta adoperando perché l’azienda continui a rappresentare un punto di riferimento primario per l’intero territorio.
Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco)
domenica 29 novembre 2020
Sgombri grigliati
Pulire bene i pesci, lavarli, scolarli e metterli su un piatto.
Preparare una marinata di olio, prezzemolo tritato, aglio a fettine, succo di limone, sale, pepe, immergervi i pesci, lasciarli insaporire per venti minuti circa, rivoltandoli di tanto in tanto.
Preparare un battuto di prezzemolo, aglio, olio, pangrattato e inserirlo nella pancia dei pesci.
Scaldare bene una griglia, appoggiarvi sopra i pesci, eventualmente pennellandoli con la marinata durante la cottura; dovranno divenire ben dorati e cotti all'interno.
Servire con spicchi di limone, secondo gusti.
Ingredienti per 4 persone
2 sgombri di quattro etti ciascuno, pangrattato, una manciata di prezzemolo, 2 spicchi d'aglio, 2 limoni, olio, sale, pepe.
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| sgombri e sugarelli |
Vino abbinamento
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| Offida Pecorino Docg |
lunedì 23 novembre 2020
Tipicità Special Edition 2020, FermoForum
“Festival del bello e del buono”, tra fisico e digitale.
Tipicità Special Edition, programmata in doppia modalità dal 28 novembre all’8 dicembre a Fermo.
Aste digitali e “pacchi” speciali, show di personaggi noti, incontri professionali, tour fisico/digitali.
Cibo, “saper fare” e territori a confronto con la “next normal”.
L’iniziativa, concepita dall’organizzazione della tradizionale manifestazione insieme al Comune di Fermo, avrà simbolicamente il suo quartier generale al Fermo Forum, consueta sede del Festival.
Particolare attenzione, in questa Special Edition, è dedicata alle “fragilità” e all’inclusione di tutta la comunità, in un momento nel quale è fondamentale tenere alta l’attenzione sulle persone, ma anche sulle produzioni e sui territori.
Tipicità “on demand”.
Dal digitale al palato il passo è breve, gustare pietanze gourmet a casa propria, fare spesa in fattoria, ricevere “i pacchi di Tipicità”; queste le proposte innovative del Festival attraverso una nuovissima piattaforma. Oltre 120 aziende e realtà territoriali si presentano ed interagiscono proponendo le migliori offerte, la storia che le rende uniche, le proposte innovative.
Gli eventi.
La biodiversità in cucina, il “tartufo day”, “dal grano alla pasta”, le nuove frontiere enologiche, il “giro d’Italia dello stoccafisso”, innovazione e sostenibilità del mare e blue economy, ma anche piano di sviluppo rurale e tipicità di nicchia. Dal Grand Tour delle Marche fino ai collegamenti con Canada, Emirati Arabi, Francia, Germania ed Inghilterra. E poi il nuovo turismo esperienziale, l’evoluzione del cibo, l’impresa nel dopo-pandemia. Oltre 20 le iniziative da gustare nelle undici giornate del Festival.
I personaggi.
Tipicità è prima di tutto una community. Sono tanti i personaggi noti che porteranno la loro carica di intrattenimento, stimoli, competenza. A partire da Oscar Farinetti con la performance “nuove parole per nuovi scenari”, Tinto con “Ma che bontà, i racconti di Tipicità”, il direttore di Wall Street Italia Leopoldo Gasbarro e quello di Italia a Tavola Alberto Lupini, Chef Rubio e i suoi nuovi percorsi, oltre a Gioacchino Bonsignore del TG5, Marco Ardemagni di Caterpillar AM, Riccardo Cotarella, presidente mondiale degli enologi e Antonello Maietta, presidente dei sommeliers AIS.
Come partecipare.
I contenuti di Tipicità sono fruibili da tutti coloro che vogliano partecipare, semplicemente collegandosi dalla pagina Facebook di Tipicità. Guardare gli eventi, esplorare i prodotti e le aziende, ricevere le tipicità a domicilio, dialogare con i protagonisti: il tutto nella modalità più semplice e accessibile. Per gli operatori professionali ci sarà anche la possibilità di realizzare incontri utilizzando il sistema di “matching” messo a disposizione dall’organizzazione.
Info:
www.tipicita.it
Facebook @TipicitaFestival
domenica 22 novembre 2020
Carrè di maiale alle prugne
Ammorbidite 8-10 prugne, che farciranno il carrè, in una zuppiera con il cognac diluito in tanta acqua quanta ne basta per ricoprire i frutti.
Dopo 20-30 minuti scolatele bene, in modo che non risultino impregnate del liquido di marinatura.
Praticate nel carrè dei tagli con un coltello dalla lama lunga e appuntita e riempiteli con le prugne e con sale misto a pepe. Legate il pezzo di carne con alcuni giri di spago da cucina, dopo aver sistemato su di esso il rametto di rosmarino e 6 prugne. Salate e pepate poco.
Mettete una pirofila su fuoco medio, con olio e burro e, non appena questo spumeggerà, fateci rosolare il carrè da tutti i lati, dopodichè passatelo in forno già caldo a 180°C.
A metà cottura bagnatelo con il vino e aggiungete le prugne rimaste.
Continuate la cottura bagnando con qualche cucchiaio di brodo se necessario.
Servite il carrè con il sugo caldo, accompagnato dalle prugne di cottura ed eventualmente da patate a tocchi, cotte al tegame in un soffritto di cipolle a fettine.
Dosi per 6 persone
26 prugne secche denocciolate, mezzo bicchiere di cognac, 1 kg. di lombata di maiale disossata, 1 rametto di rosmarino, 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 30 g. di burro, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 tazza di brodo di carne o di dado, sale e pepe.
Vino abbinamento
Serrapetrona Doc
sabato 14 novembre 2020
Costolette d'agnello fritte
Dosi per 4 persone:
8 costolette d'agnello con l'osso, 2 uova, sale, 50 gr. di farina bianca, 100 gr. di pangrattato, 800 ml. circa di olio di semi per friggere.
Cottura:
5 minuti a costoletta.
costolette fritte di manzo e agnello
Private le costolette di eventuali scarti e battetele per allargarle il più possibile.
In una zuppiera a parte, sbattete le uova.
Salate le costolette, passatele nella farina, quindi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato, in modo che risultino completamente impanate.
Mettete una padella per friggere su fuoco medio/alto con abbondante olio di mais o di arachidi e, quando l'olio sarà caldo, friggete le costolette girandole da entrambi i lati.
Via via che saranno pronte, fatele sgocciolare su carta assorbente e tenete in caldo.
Servitele subito, eventualmente con contorno di zucchine, carciofi, patatine.
Vino abbinamento:
bollicine, vini fermi d'annata rossi o rosati, vini bianchi fermi di buona struttura.
martedì 3 novembre 2020
Frittura di pesce
Per fare una frittura gustosa è necessario che il pesce sia fresco e ben pulito.
Si possono usare varie qualità di pesce: calamari, seppie, gamberi, zanchette, triglie, merluzzi, sardine.
Procedimento
Tagliate i calamari ad anelli e lasciate interi i tentacoli, dividete le seppioline a metà e lasciate interi i tentacoli, non sgusciate i gamberi.
Rovesciate la farina su un piano di lavoro o più semplicemente su un grande foglio di carta argentata, passatevi le varie qualità di pesce e via via scuotetele molto bene perchè la farina in eccesso si può staccare durante la frittura, bruciare e intorbidire l'olio di semi di arachidi.
Sistemate i pesci su un altro grande foglio di carta argentata disposto su un piano di lavoro o su un vassoio.
Versate l'olio di semi di arachidi in un tegame per frittura e mettetelo a fuoco medio/alto.
Quando la temperatura è giusta (per verificarlo si può immergere il manico di legno di un mestolino, se si formano delle bollicine attorno al legno, l'olio è caldo al punto giusto), passate nell'olio i pesci infarinati, non troppi alla volta altrimenti la temperatura dell'olio abbassandosi potrebbe compromettere l'esito della frittura.
Lasciate friggere finchè il pesce non raggiunge un colore dorato.
Fate scolare su una gratella o su carta assorbente, salate leggermente, trasferite su vassoio di portata e/o carta paglia come da tradizione, decorando con spicchietti di limone.
Si può servire abbinandoci un fritto misto di verdure di stagione: patate, carciofi, zucchine, ecc.
Dosi per 4 persone
chilogrammi 1,3 di pesce
litri 1 di olio di semi di arachidi
Vino abbinamento
Falerio Doc
Cantina Centanni


































