venerdì 19 febbraio 2021

Bistecche e salsicce grigliate

Ingredienti per 4 persone:
salsicce a volontà, 4 bistecche di lombo di un etto e mezzo circa ciascuna, 1 rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia, 1 manciata di prezzemolo, poco aceto, olio, sale, pepe.
Tritare il prezzemolo con la salvia e il rosmarino, unire mezzo bicchiere circa di olio, due cucchiai di aceto e mescolare bene.
Appiattire un poco la carne con il batticarne, metterla su un piatto, cospargerla con la salsetta preparata e lasciarla marinare per un'oretta, rigirandola di tanto in tanto.
Sgocciolare le fette di carne, disporle sulla griglia già ben calda e lasciar formare una crosticina dorata, quindi girarle e cuocerle anche dall'altra parte.
Salarle e peparle a fine cottura e portarle a tavola ben calde.
Servire, volendo, con una salsa bearnaise.
Tagliare le salsicce a metà, nel senso della lunghezza, lasciandole attaccate da un lato.
Scaldare bene la griglia, disporvi sopra le salsicce, appoggiandole prima dalla parte senza budello (in modo che non si arriccino).
Farle ben rosolare e servirle calde.
Vino abbinamento
Rosso Piceno Doc

venerdì 12 febbraio 2021

Brodo di pesce con ceci ed erbe di campo

Ingredienti
Pesci: totani, mazzancolle, triglie, cozze, cicale (canocchie), vongole.
Ceci lessati.
Erbe di campo lessate a parte: crespigno (sonchus), borragine, ortica, rugni (cichorium intybus), calendula.
Brodo: fumetto di pesce, acqua rilasciata dalle cozze e dalle vongole, acqua di bollitura delle erbe.
Olio extra vergine di oliva, aglio, sedano, carota, cipolla, peperoncino, pomodorini, vino bianco.
Preparazione
Puliti i pesci, far aprire e sgusciare le cozze e le vongole recuperando il liquido rilasciato dopo averlo filtrato.
Soffriggere in olio di oliva, aglio, sedano, carota, cipolla e un po' di peperoncino.
Aggiungere un po' di pomodorini.
Quindi aggiungere i totani e sfumare con un po' di vino bianco.
Aggiungere i ceci, le verdure e il brodo.
Fare cuocere per mezz'ora circa.
Infine aggiungere gli altri pesci e ultimare la cottura.
Lasciare riposare per qualche minuto e servire aggiungendo, per chi vuole, una fetta di pane abbrustolito😘
credit Roberto Ferretti
https://www.facebook.com/rferretti3/posts/10221987723394033
Vino abbinamento
Falerio Pecorino Doc

mercoledì 3 febbraio 2021

Bistecca e patatine dolci con salsa barbecue

Il vino Piwi (da uve resistenti alle malattie fungine) El Masut abbinato alle ricette di Ivana Frank.
Sua maestà il rosso resistente, il Merlot dolce e raffinato, Khorus e Khantus nelle due versioni assieme, e la ricetta inventata e creata per esaltarne i sentori.
Brava Ivana Frank, innovativa e fresca nelle sue combinazioni.
Qui un particolare piatto da segnare e ricordare.
INGREDIENTI
Per due persone
600 g di patate dolci
2 bistecche di lombata di manzo da 200 g
1 cucchiaio di farina di mais
1 cucchiaino di sale
Olio per friggere
Prezzemolo fresco
Sale e pepe per condire
Per la salsa barbecue
120 g di passata di pomodoro
2 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiai di sciroppo di acero
1 cucchiaino raso di miscela di spezie Cajun
Photo Credit:
BORA / Silvia Seebacher
PREPARAZIONE
Sbucciare le patate dolci e tagliarle a fette piuttosto grandi (spessore ca.1 cm lunghezza 8-10 cm) e sciacquarle sotto l’acqua fresca. Riscaldare la griglia Teppanyaki a 210°C. Mettere le patate tagliate in una ciotola, aggiungere la farina di mais e il sale, scuotere bene. Distribuire le patatine sulla griglia Teppanyaki avendo cura di lasciare un po’ di spazio per le bistecche. Mettere le bistecche sulla griglia Teppanyaki e, per una cottura medium, girarle dopo la comparsa di 3 gocce di succo chiaro e rosato sulla superficie della bistecca. Attendere nuovamente la comparsa di 3 chiare gocce di succo, quindi togliere la carne dalla griglia Teppanyaki e farla riposare. Nel frattempo girare di tanto in tanto le patatine. Per la salsa mettere tutti gli ingredienti in una pentola e portare ad ebollizione, ecco fatto. Le patatine saranno pronte quando avranno preso un colore bruno dorato all’esterno e saranno morbide al centro. Aggiustare di sale e pepe la bistecca e servire con la salsa e le patatine. Decorare con prezzemolo tritato.
Scopri tutto sulle ricette della Chef Ivana Frank su: https://www.bora.com/it/it/ricette/tutte-le-ricette/
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mercoledì 27 gennaio 2021

Coscio di capretto al girarrosto

Con l'apposito utensile o con un coltellino a punta praticare nella carne dei taglietti profondi e introdurre in ciascuno un filettino di aglio e un ciuffetto di rosmarino.
Preparare una marinata con abbondante olio, poco aceto, sale e pepe macinato al momento.
Mettere la carne su un grande piatto, cospargerla con la marinata e lasciarla riposare per un paio d'ore, rigirandola ogni tanto.
Al momento di cucinare, scolare la carne dalla marinata, infilarla sullo spiedo e cuocerla per circa tre quarti d'ora, pennellandola spesso con la marinata.
Alla fine della cottura dovrà essere ben dorata e croccante.
Ingredienti per 6 persone
2 chilogrammi di cosciotto, 4 rametti di rosmarino, 4 spicchi d'aglio, poco aceto, olio d'oliva, sale, pepe in grani.
Vino abbinamento
Marche Rosso Igt
(montepulciano con qualche anno sulle spalle)

mercoledì 20 gennaio 2021

Gamberi e verdure cinesi al tegame, con anacardi e coriandolo

Venezia Giulia Igt Limine Bianco dell'azienda friulana Terre di Ger abbinato a una nuova ricetta di Ivana Frank.
Siamo nell'espressione migliore del bianco resistente, vino da uve resistenti alle malattie fungine.
Friulano puro e del territorio.
Il Soreli, un'uva forte e strutturata nata dal Tocai, è la componente principale del Limine; poi il Sauvignon Kretos arrotonda con la sua aromaticità.
Ivana Frank propone la seguente ricetta, perfetto connubio dei sapori nel piatto e nell’olfatto.
Photo Credit:
BORA / Silvia Seebacher
Gamberi su verdure cinesi al tegame con anacardi e coriandolo
INGREDIENTI per due persone
400 g di gamberi selvatici o biologici (puliti e sgusciati)
2 peperoni rossi 300 g
150 g Pak Choi
1 piccola cipolla rossa
1 manciata anacardi
7 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di miele
1 cucchiaino di amido
mezzo peperoncino
coriandolo fresco per guarnire
PREPARAZIONE
Riscaldare la griglia Teppanyaki a 210°C. Tagliare i peperoni a pezzettini, il pak choi a pezzi grossi e la cipolla a fette e metterli in una ciotola. Cuocere la verdura al dente (5 min). Nel frattempo mescolare la salsa di soia, il miele e l’amido di mais in una piccola ciotola. Tritare finemente il peperoncino e aggiungerlo. Salare i gamberi e aggiungerli alle verdure con gli anacardi, mescolare più volte e aggiungere la salsa. Proseguire la cottura per un minuto. Disporre le verdure sui piatti e aggiungere i gamberi. Guarnire con il coriandolo fresco.
Scopri tutto sulle ricette della Chef Ivana Frank su
https://www.bora.com/it/it/ricette/tutte-le-ricette/
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martedì 12 gennaio 2021

Vincisgrassi alla maceratese, specialità tradizionale garantita

"Vincisgrassi" è un piatto tradizionale della regione Marche, energetico, nato nelle società rurali del passato come emblema di abbondanza e come corroborante per i reduci dal lavoro dei campi, ricco di calorie, con contenuto proteico importante, dotato di buon equilibrio tra grassi saturi e insaturi.
Di base è una pasta al forno, che trova però interpretazioni differenti nelle province marchigiane.
L'Associazione Provinciale Cuochi Macerata ha inteso codificare la ricetta adottata in provincia di Macerata, iniziando un paio di anni fa il percorso per l'attribuzione del marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita), non solo a tutela da imitazioni, ma anche per garantire sviluppo economico al territorio.
Per realizzare tale ambizioso progetto e stilare gli allegati richiesti da Mipaaf e UE, è stato necessario un vero e proprio lavoro di squadra, al quale hanno contribuito Istituto Alberghiero di Cingoli, delegazione maceratese dell'Accademia Italiana della Cucina, Regione Marche, Comune di Macerata, Università di Macerata e Università di Camerino, uniti in un protocollo partito il 30/10/2018 presso la Camera di Commercio di Macerata.
Il percorso si è concluso con successo il 04/12/2020, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Disciplinare di Produzione dei "Vincisgrassi alla maceratese".
Entro il termine di 60 giorni da tale data è possibile fare osservazioni al Disciplinare per eventuali modifiche.
Non è stato facile trovare le giustificazioni storiche richieste dal Ministero per avallare l'iniziativa di tutela.
In un primo momento si è fatto riferimento come origine della ricetta, a quella del gastronomo e studioso Antonio Nebbia risalente al 1779, nella quale però non si faceva uso di alcuni ingredienti, come ad esempio pomodoro e besciamella che non era stata ancora inventata, successivamente diventati parte integrante nell'uso; inoltre diversi a quel tempo erano i metodi di cottura.
Si è quindi fatto riferimento ad una ricetta di Cesare Tirabasso insigne cuoco, autore nel 1927 del volume "La Guida in Cucina", molto più in sintonia con gli usi successivi e odierni.
Un altro punto delicato del percorso è stato quello di attualizzare la ricetta, per renderla reperibile, fattibile a livello ristorazione, senza tradire i riferimenti storici identitari.
Di seguito alcuni dei commi di cui si compone il Disciplinare STG.
I “Vincisgrassi alla maceratese” sono un primo piatto gratinato ottenuto da tre preparazioni base: la pasta all’uovo fresca, il sugo di condimento con frattaglie e besciamella, a cui viene aggiunto del formaggio grattugiato Parmigiano Reggiano DOP o Grana Padano DOP.
Ingredienti per il sugo
30-40% carni fresche, di cui:
45-55% di carni di pollo, anatra, oca, coniglio, papera, inclusi colli, ali e zampe di pollo, schiena di coniglio.
35-40% di carni di vitello o manzo e maiale (con ossa, midollo e muscolo); queste carni sono ammesse anche macinate purché grossolanamente, o tagliate al coltello.
10-15% di rigaglie (stomaci e fegati) di pollo, anatra, oca, coniglio, papera, tagliate grossolanamente.
0-15% concentrato di pomodoro e 0-30% passata di pomodoro.
1-3% sedano, 1-3% carota, 2-5% cipolla bianca steccata con chiodi di garofano, mazzetto guarnito di piante aromatiche (q.b.) che devono essere fresche, non in forma disidratata né sostituite da aromatizzanti chimici.
2-5% bicchiere di vino bianco secco.
0-5% lardo di maiale o guanciale.
4-8% olio extra vergine di oliva.
sale e pepe nero macinato q.b.
2-5% parmigiano reggiano DOP o grana padano DOP grattugiati.
acqua fino a ricoprire le carni.
0-8% latte intero UHT o fresco pastorizzato (facoltativo).
Ingredienti per la besciamella
80-90% di latte intero UHT o fresco pastorizzato.
5-10% farina di frumento tenero.
5-10% burro.
sale, pepe nero macinato e noce moscata q.b.
Ingredienti per la pasta
32-35% uova fresche di gallina e 0-3% tuorli. È possibile sostituire uova e tuorli con ovoprodotti liquidi pastorizzati.
60-65% di farina di frumento tenero o farina di frumento duro.
0-3% cucchiaio di olio extra vergine di oliva o di burro sciolto.
0-4% cucchiai di vino cotto o Marsala DOP.
sale q.b.
Elaborazione del sugo
Mettere il lardo o guanciale tritato con olio extravergine di oliva a soffriggere in una pentola, aggiungere le ossa e le carni, sedano carota e cipolla steccata con i chiodi di garofano, e far tostare molto bene a fuoco vivo, salare e pepare q.b. poi sfumare con vino bianco. Aggiungere il concentrato, la passata di pomodoro ed amalgamare, per qualche minuto al composto; bagnare con abbondante acqua calda, in modo che la carne venga ricoperta. Lasciare bollire lentamente, facoltativamente aggiungere il latte, fino a quando la salsa si ridurrà della metà e la carne risulti ben cotta. Togliere dalla salsa la carne e le ossa spolpate; ridurre la carne a pezzettini e rimetterla nella preparazione. Rosolare in una padella le rigaglie nell’olio extra vergine d’oliva e sfumare con vino bianco secco. Ultimare la cottura per circa 15 minuti.
Elaborazione della besciamella
Bollire il latte con sale, pepe e noce moscata. Far sciogliere il burro in un pentolino, unire la farina, in modo da ottenere un composto uniforme poi aggiungere lentamente il latte caldo, fino a realizzare una crema liscia di colore bianco.
Elaborazione della pasta
Impastare la farina con i tuorli e le uova intere o con gli ovoprodotti, il vino cotto, l’olio extravergine di oliva o il burro sciolto, il sale fino e formare un composto liscio e compatto. Lasciar riposare in luogo fresco, per circa 1 ora, poi stendere la pasta facendo una sfoglia sottile, tagliare a rettangolare, scottare in acqua bollente salata per pochi minuti, quindi raffreddare in acqua fredda, scolare e disporre la pasta su di un canovaccio per farli asciugare.
Finitura
Imburrare una teglia da forno rettangolare del materiale idoneo alla cottura e alla conservazione degli alimenti e disporre a strati la pasta, il condimento di carne e rigaglie, poca besciamella ed il formaggio grattugiato, ripetendo l’operazione per 7/8 volte. Nell’ultimo strato mettere sugo in abbondanza, poca besciamella e abbondante formaggio grattugiato così da creare, dopo la cottura, uno strato croccante. Infornare a 180°C per circa 30-40 minuti.
I Vincisgrassi alla maceratese possono essere destinati sia al consumo immediato che al consumo differito. In quest’ultima ipotesi, dopo aver compiuto l’intera preparazione, occorre cuocerli per 20 minuti a 180°C, abbatterli positivamente a +3°C o negativamente a -18°C per conservarli alle temperature e ai tempi fissati dalle normative igienico-sanitarie vigenti; è ammesso anche l’abbattimento negativo diretto a -18°C, senza la cottura prevista al precedente paragrafo. La conservazione può avvenire sia in teglia che in contenitori per alimenti chiusi in porzioni singole.
Per visualizzare l'intero Disciplinare in Gazzetta Ufficiale:

martedì 5 gennaio 2021

Cotechino con lenticchie

Zampone con lenticchie e cotechino con lenticchie, sono piatti tradizionali del periodo che va da Natale a Capodanno.
La differenza tra zampone e cotechino è nell'involucro: il primo è avvolto con la pelle della zampa anteriore del maiale, il secondo è insaccato nel budello.
Prendiamo in esame cotechino e lenticchie.
Mettete in due recipienti diversi il cotechino e le lenticchie.
Preammollate le lenticchie in acqua fredda per 2/3 ore.
Con un ago da lana praticate due o tre file di fori sul cotechino, avvolgetelo in carta d'alluminio, disponetelo nella pentola completamente coperto di acqua fredda e fatelo sobbollire a fuoco lento per due ore circa.
Nel frattempo preparate le lenticchie.
Fate soffriggere brevemente la pancetta nell'olio, quindi aggiungete la cipolla tritata.
Unite al soffritto le lenticchie e lasciatele insaporire prima di coprirle completamente di acqua calda, nella quale farete sciogliere il dado e metterete la foglia d'alloro.
Cuocete a fuoco moderato per circa 1 ora e mezza.
A cottura ultimata, sgocciolate il cotechino, spellatelo e tagliatelo a fette alte 1 cm.
Servitelo caldissimo con le lenticchie come contorno.
Ingredienti per 4/6 persone: 1 cotechino di 1 kg circa, 400 gr. di lenticchie, acqua, 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 100 gr. di pancetta tritata, 1 cipolla media tritata, 1 dado, 1 foglia d'alloro.
Vino abbinamento:
Rosso Conero Doc

mercoledì 30 dicembre 2020

Vongole al vino bianco

Mettete le vongole a bagno in acqua fredda per 1 ora circa, poi sciacquate sotto acqua corrente.
Eliminate quella rotte o già aperte.
In una grande padella fate soffriggere leggermente le cipolle e aggiungete prima le vongole, poi il vino e in ultimo l'acqua.
Salate e pepate.
Fate sobbollire per 15 minuti a pentola ben chiusa e fuoco basso.
A cottura ultimata, scartate le vongole rimaste chiuse, cospargete di prezzemolo e aglio e servite.
Ingredienti per 6 persone
2 kg di vongole con il guscio, 12 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 2 cipolle medie tritate, 2,5 decilitri di vino bianco secco, 0,6 decilitri di acqua bollente, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio tritato (facoltativo), sale e pepe nero macinato al momento.
Vino abbinamento
Falerio Doc

sabato 19 dicembre 2020

Pizzoccheri e slinsega di Valtellina

“Slinsega” pregiato salume valtellinese simile alla bresaola, dietetico, ricco di proteine, ottenuto da controfiletto di vacca, sottoposto a rifilatura di grassi e nervi, salatura, speziatura, contatto con vino rosso, stagionatura.
Funghi, rucola e “slinsega” Valtellinese
Ricetta "pizzoccheri" di Valtellina (ricetta originale dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio) https://accademiadelpizzocchero.it/la-ricetta/

Ingredienti (dosi per 4 persone):

400 g di farina di grano saraceno; 100 g di farina bianca; 200 g di burro; 250 g di formaggio Valtellina Casera Dop; 150 g di formaggio grana da grattugia; 200 g di verze; 250 g di patate; uno spicchio di aglio; pepe.

Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti. Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 mm dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 cm. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 mm. Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini). Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzoccheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio grana grattugiato e Valtellina Casera Dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio. Friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri. Senza mescolare, servire i pizzoccheri bollenti con una macinata di pepe.Vino abbinamentoVini di Valtellina

domenica 6 dicembre 2020

Anatra all'arancia, cenni storici, ricetta

La ricetta dell’anatra all’arancia che il ristorante "Biagio Pignatta cucina e vino" propone in abbinamento con il Poggilarca Carmignano 2017. Il ristorante si trova nel parco della Tenuta di Artimino ad Artimino, frazione di Carmignano (PO).

INGREDIENTI PER 10 PERSONE

4 petti d’anatra, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di salvia timo e rosmarino, 3 anice stellato, olio extra vergine della Tenuta di Artimino, 50 ml di Grand Marnier, 50 gr di burro, 12 arance, 350 gr di zucchero, 5 gr semi di finocchio, 2 indivia belga, 4 ravanelli, 1 finocchio, 1 carota, 1 limone.

PROCEDIMENTO

Spremete dieci arance e in un pentolino aggiungete lo zucchero, l’anice stellato, i semi di finocchio e fate sobbollire, riducete di due terzi. Intanto preparate l’insalatina con l’indivia belga tagliata a rombetti, i ravanelli a rondelle, 2 arance pelate a vivo, il finocchio tagliato a julienne sottile e la carota sottile, condite con succo di limone, sale e olio extra vergine di oliva della Tenuta di Artimino. A questo punto tagliate il grasso in eccesso dai petti d’anatra, in una padella antiaderente versate un po’ di olio e rosolate i petti d’anatra iniziando dalla parte della pelle, salate e sfumate con il Grand Marnier. Poi aggiungete aglio, salvia, timo, rosmarino e il burro, cuocete in forno per circa 8 minuti, quindi lasciate riposare per 2/3 minuti. Tagliate il petto d’anatra e sistematelo sul piatto, spennellate con la riduzione di arancia e impiattate con l’insalatina di indivia.

Quando Caterina De' Medici insegnò ai francesi ad usare la forchetta

La famiglia De’ Medici ha lasciato tracce indelebili nel Rinascimento italiano di cui sono stati tra i principali animatori. Circondandosi di artisti del livello di Michelangelo o di letterati come il Poliziano, per secoli hanno mostrato con i fatti al mondo allora conosciuto, cosa vuol dire avere il ruolo di mecenati e sostenitori di ogni forma di cultura. Non sorprende quindi che anche a tavola dettassero legge su galateo, cucina e vino. In particolare è curioso sapere come Caterina De’ Medici, andata in sposa al futuro Re di Francia Enrico II volle con sé cuochi di famiglia perché portassero una ventata di modernità in un contesto che chiaramente le stava stretto. Certo il galateo non era all’altezza della sua famiglia di provenienza, se è storia che fu lei ad insegnare ai francesi l’uso della forchetta, già diffuso, oltre che alla corte dei Medici a Firenze, anche a quella di Venezia. Parliamo poi di cucina. L’anatra all’arancia, uno dei piatti celebri della cucina francese, in realtà è originaria di Firenze; fu sempre Caterina che fece dono di questa ricetta alla corte di Francia. L’uso di cucinare la carne con la frutta era certamente di origine araba, poi si diffuse in Spagna e da qui giunse a Firenze probabilmente già dal Medioevo. A Firenze questo piatto si chiamava papero al melarancio ed era molto apprezzato dalle famiglie patrizie e quindi alla corte dei Medici. Nel ‘600 con l’avvento del cognac, i cuochi francesi modificarono questo piatto in "canard a l’orange" ma resta comunque un piatto di origine italiana. E parliamo di vino, sempre con Caterina De’ Medici che sembra importò ad Artimino quella che ancora oggi viene chiamata “uva francesca” cioè il Cabernet. Vitigno questo che fa parte per norma dell’uvaggio del Carmignano ormai da secoli (assieme ad una maggioritaria percentuale di Sangiovese e al modesto apporto di altri vitigni). Anticipando ogni moderno Disciplinare di Produzione, già nel 1716 il Granduca Cosimo III De’ Medici, emettendo prima un decreto e poi un bando, ne stabilì precise e severe norme per la vendemmia, ne delimitò la zona di produzione e, dettandone le norme di commercializzazione, si adoperò per proteggerlo da contraffazioni o dalla cattiva conservazione. Insomma furono definite tutte le caratteristiche del Carmignano anticipando di secoli i Disciplinari moderni (prima, anche qui, dei francesi e delle loro classificazioni) superando la diatriba vitigni internazionali sì, vitigni internazionali no che negli ultimi decenni, a più riprese, è stata affrontata dal vino italiano di qualità. Villa La Ferdinanda (Patrimonio UNESCO) che è il cuore pulsante della Tenuta di Artimino è stata teatro di tutto questo e la famiglia Olmo, che oggi ne è proprietaria, è cosciente del patrimonio storico e produttivo che ha in mano e con Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, nipoti del fondatore Giuseppe Olmo e oggi AD dell’azienda, si sta adoperando perché l’azienda continui a rappresentare un punto di riferimento primario per l’intero territorio.

Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco)

domenica 29 novembre 2020

Sgombri grigliati

Pulire bene i pesci, lavarli, scolarli e metterli su un piatto.

Preparare una marinata di olio, prezzemolo tritato, aglio a fettine, succo di limone, sale, pepe, immergervi i pesci, lasciarli insaporire per venti minuti circa, rivoltandoli di tanto in tanto.

Preparare un battuto di prezzemolo, aglio, olio, pangrattato e inserirlo nella pancia dei pesci.Scaldare bene una griglia, appoggiarvi sopra i pesci, eventualmente pennellandoli con la marinata durante la cottura; dovranno divenire ben dorati e cotti all'interno.

Servire con spicchi di limone, secondo gusti.

Ingredienti per 4 persone

2 sgombri di quattro etti ciascuno, pangrattato, una manciata di prezzemolo, 2 spicchi d'aglio, 2 limoni, olio, sale, pepe.

sgombri e sugarelli

Vino abbinamento

Offida Pecorino Docg

lunedì 23 novembre 2020

Tipicità Special Edition 2020, FermoForum

“Festival del bello e del buono”, tra fisico e digitale.

Tipicità Special Edition, programmata in doppia modalità dal 28 novembre all’8 dicembre a Fermo.

Aste digitali e “pacchi” speciali, show di personaggi noti, incontri professionali, tour fisico/digitali.

Dal 28 novembre e fino all’8 dicembre è in onda un’edizione del tutto speciale di Tipicità Festival, con un format che esplora le dimensioni della nuova esperienza.

Cibo, “saper fare” e territori a confronto con la “next normal”.

L’iniziativa, concepita dall’organizzazione della tradizionale manifestazione insieme al Comune di Fermo, avrà simbolicamente il suo quartier generale al Fermo Forum, consueta sede del Festival.


Particolare attenzione, in questa Special Edition, è dedicata alle “fragilità” e all’inclusione di tutta la comunità, in un momento nel quale è fondamentale tenere alta l’attenzione sulle persone, ma anche sulle produzioni e sui territori.

Tipicità “on demand”.

Dal digitale al palato il passo è breve, gustare pietanze gourmet a casa propria, fare spesa in fattoria, ricevere “i pacchi di Tipicità”; queste le proposte innovative del Festival attraverso una nuovissima piattaforma. Oltre 120 aziende e realtà territoriali si presentano ed interagiscono proponendo le migliori offerte, la storia che le rende uniche, le proposte innovative.

Gli eventi.

La biodiversità in cucina, il “tartufo day”, “dal grano alla pasta”, le nuove frontiere enologiche, il “giro d’Italia dello stoccafisso”, innovazione e sostenibilità del mare e blue economy, ma anche piano di sviluppo rurale e tipicità di nicchia. Dal Grand Tour delle Marche fino ai collegamenti con Canada, Emirati Arabi, Francia, Germania ed Inghilterra. E poi il nuovo turismo esperienziale, l’evoluzione del cibo, l’impresa nel dopo-pandemia. Oltre 20 le iniziative da gustare nelle undici giornate del Festival.

I personaggi.

Tipicità è prima di tutto una community. Sono tanti i personaggi noti che porteranno la loro carica di intrattenimento, stimoli, competenza. A partire da Oscar Farinetti con la performance “nuove parole per nuovi scenari”, Tinto con “Ma che bontà, i racconti di Tipicità”, il direttore di Wall Street Italia Leopoldo Gasbarro e quello di Italia a Tavola Alberto Lupini, Chef Rubio e i suoi nuovi percorsi, oltre a Gioacchino Bonsignore del TG5, Marco Ardemagni di Caterpillar AM, Riccardo Cotarella, presidente mondiale degli enologi e Antonello Maietta, presidente dei sommeliers AIS.

Come partecipare.

I contenuti di Tipicità sono fruibili da tutti coloro che vogliano partecipare, semplicemente collegandosi dalla pagina Facebook di Tipicità. Guardare gli eventi, esplorare i prodotti e le aziende, ricevere le tipicità a domicilio, dialogare con i protagonisti: il tutto nella modalità più semplice e accessibile. Per gli operatori professionali ci sarà anche la possibilità di realizzare incontri utilizzando il sistema di “matching” messo a disposizione dall’organizzazione.

Info:

www.tipicita.it

Facebook @TipicitaFestival

domenica 22 novembre 2020

Carrè di maiale alle prugne

Ammorbidite 8-10 prugne, che farciranno il carrè, in una zuppiera con il cognac diluito in tanta acqua quanta ne basta per ricoprire i frutti.

Dopo 20-30 minuti scolatele bene, in modo che non risultino impregnate del liquido di marinatura.

Praticate nel carrè dei tagli con un coltello dalla lama lunga e appuntita e riempiteli con le prugne e con sale misto a pepe. Legate il pezzo di carne con alcuni giri di spago da cucina, dopo aver sistemato su di esso il rametto di rosmarino e 6 prugne. Salate e pepate poco.

Mettete una pirofila su fuoco medio, con olio e burro e, non appena questo spumeggerà, fateci rosolare il carrè da tutti i lati, dopodichè passatelo in forno già caldo a 180°C.

A metà cottura bagnatelo con il vino e aggiungete le prugne rimaste.

Continuate la cottura bagnando con qualche cucchiaio di brodo se necessario.

Servite il carrè con il sugo caldo, accompagnato dalle prugne di cottura ed eventualmente da patate a tocchi, cotte al tegame in un soffritto di cipolle a fettine.

Dosi per 6 persone

26 prugne secche denocciolate, mezzo bicchiere di cognac, 1 kg. di lombata di maiale disossata, 1 rametto di rosmarino, 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 30 g. di burro, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 tazza di brodo di carne o di dado, sale e pepe.

Vino abbinamento

Serrapetrona Doc

sabato 14 novembre 2020

Costolette d'agnello fritte

Dosi per 4 persone:

8 costolette d'agnello con l'osso, 2 uova, sale, 50 gr. di farina bianca, 100 gr. di pangrattato, 800 ml. circa di olio di semi per friggere.

Cottura:

5 minuti a costoletta.

costolette fritte di manzo e agnello

Private le costolette di eventuali scarti e battetele per allargarle il più possibile.

In una zuppiera a parte, sbattete le uova.

Salate le costolette, passatele nella farina, quindi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato, in modo che risultino completamente impanate.

Mettete una padella per friggere su fuoco medio/alto con abbondante olio di mais o di arachidi e, quando l'olio sarà caldo, friggete le costolette girandole da entrambi i lati.

Via via che saranno pronte, fatele sgocciolare su carta assorbente e tenete in caldo.

Servitele subito, eventualmente con contorno di zucchine, carciofi, patatine.

Vino abbinamento:

bollicine, vini fermi d'annata rossi o rosati, vini bianchi fermi di buona struttura.

Matelica Riserva Docg

martedì 3 novembre 2020

Frittura di pesce

Per fare una frittura gustosa è necessario che il pesce sia fresco e ben pulito.

Si possono usare varie qualità di pesce: calamari, seppie, gamberi, zanchette, triglie, merluzzi, sardine.


Procedimento

Tagliate i calamari ad anelli e lasciate interi i tentacoli, dividete le seppioline a metà e lasciate interi i tentacoli, non sgusciate i gamberi.

Rovesciate la farina su un piano di lavoro o più semplicemente su un grande foglio di carta argentata, passatevi le varie qualità di pesce e via via scuotetele molto bene perchè la farina in eccesso si può staccare durante la frittura, bruciare e intorbidire l'olio di semi di arachidi.

Sistemate i pesci su un altro grande foglio di carta argentata disposto su un piano di lavoro o su un vassoio.

Versate l'olio di semi di arachidi in un tegame per frittura e mettetelo a fuoco medio/alto.

Quando la temperatura è giusta (per verificarlo si può immergere il manico di legno di un mestolino, se si formano delle bollicine attorno al legno, l'olio è caldo al punto giusto), passate nell'olio i pesci infarinati, non troppi alla volta altrimenti la temperatura dell'olio abbassandosi potrebbe compromettere l'esito della frittura.

Lasciate friggere finchè il pesce non raggiunge un colore dorato.

Fate scolare su una gratella o su carta assorbente, salate leggermente, trasferite su vassoio di portata e/o carta paglia come da tradizione, decorando con spicchietti di limone.

Si può servire abbinandoci un fritto misto di verdure di stagione: patate, carciofi, zucchine, ecc.

Dosi per 4 persone

chilogrammi 1,3 di pesce

litri 1 di olio di semi di arachidi

Vino abbinamento

Falerio Doc

Cantina Centanni