venerdì 16 ottobre 2020

Tagliatelle al tartufo bianco, ricetta

Tagliatelle vecchia maniera, al tuber magnatum pico (tartufo bianco pregiato di Acqualagna).

Procuratevi un chilo di farina e dieci uova intere per tirare la sfoglia, fate cuocere le tagliatelle in brodo di cappone, se nel periodo natalizio, altrimenti in brodo di tacchinella o di gallina.

Preparate a parte una salsa emulsionata come segue: brodo di tacchinella, mezzo limone spremuto, 50 gr. di burro, scaldate il tutto lontano dal fuoco, inserite del parmigiano grattugiato stagionato almeno due anni.

Scolate e adagiate nel piatto le tagliatelle, aggiungete la salsa e il tartufo tagliato a lamelle a volontà.

Abbinamento vino 

Preferibilmente di territorio, fine e corposo, di valenza qualitativa all'altezza del piatto.

In regione Marche: Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg, Matelica Riserva Docg, Piceno Superiore Doc, Offida Rosso Docg.

Offida Pecorino Docg Guido Cocci Grifoni

mercoledì 23 settembre 2020

Alogastronomia Festival ad Apecchio, Grand Tour delle Marche

Il 3 e 4 ottobre un’edizione speciale del Festival inserito nel “Grand Tour delle Marche”.

Apecchio festeggia con birra & tartufo.

Benessere a cinque sensi nelle Alte Marche, tra cibi eccellenti e salubrità dell’ambiente da vivere con esperienze di turismo attivo.

C’è fermento nelle Alte Marche.

Un’inconsueta e vincente accoppiata, birra e tartufo, attende i golosi ed i palati più curiosi per un autunno di esperienze ad elevato contenuto sensoriale.

Il 3 e 4 ottobre, Apecchio (PU) propone la trentottesima edizione di Apecchio Tartufo&Birra-Festival dell’Alogastronomia, un evento tra i più alternativi rispetto alle classiche iniziative diffuse nello Stivale in quanto propone un inedito connubio: il prezioso ed aristocratico tartufo insieme all’effervescente e “sbarazzina” birra artigianale.

In realtà birra e tartufo, fruibili da queste parti in tutto il corso dell’anno, sono due figli eccellenti di un territorio che vanta un ecosistema ambientale invidiabile, del quale l’acqua pura e cristallina rappresenta un simbolo, nonché l’ingrediente determinante sia per la produzione di una buona birra che per la qualità del tartufo.

Da quest’anno un apposito circuito di locali aderenti al progetto consente di degustare, per tutta la stagione, menù e proposte dedicate all’intrigante “coppia” gourmand.

Per questa edizione “speciale” 2020 il programma prevede tante iniziative in modalità “covid free”, attraverso format che garantiscono le precauzioni più adeguate per vivere la festa nella più assoluta tranquillità: itinerari di trekking con degustazione finale ed una pedalata con il “mito” dell’everesting Zico Pieri, reading e momenti musicali, cooking show e performance teatrali a tema cibo, camminate urbane al sapore di birra e tartufo. Senza trascurare il simbolico e ormai tradizionale momento finale dedicato alla premiazione di Sua Maestà il “Re Tartufo”.

Nel portale www.tipicitaexperience.it e sulla app di Tipicità tutte le informazioni sull’evento e le indicazioni per gustare il connubio birra & tartufo nei locali del circuito. La manifestazione è una tappa consolidata del Grand Tour delle Marche, promosso dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche ed in partenariato progettuale con Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

INFO: 0734.277893, segreteria@tipicita.it

mercoledì 16 settembre 2020

Autunno in Brodetto a Porto San Giorgio, Grand Tour delle Marche

Fino a fine novembre la tradizionale ricetta De.Co. in assaggio nel circuito dei locali aderenti.
Nella nota località balneare del Fermano, una tappa “diffusa” per il Grand Tour delle Marche.
Autunno del gusto nelle Marche, con piatti ricchi di sapori adatti all’avvicinarsi della stagione fresca.
Il Brodetto, ad esempio, con la sua carica esplosiva di aromi, sfumature e colori, è pronto a deliziare i palati più esigenti.

Dal 18 settembre al 27 novembre a Porto San Giorgio (Fm), è possibile gustare il famoso Brodetto De.Co. ossia la ricetta tradizionale che può fregiarsi della prestigiosa denominazione comunale d'origine, scoprendolo nei locali aderenti al circuito cittadino appositamente organizzato.
Nella preparazione del brodetto sangiorgese è vietato l'utilizzo di pesce congelato.
Infatti, il pescato utilizzato deve essere rigorosamente dell'Adriatico centrale e vige l'obbligo di utilizzare prodotti ed ingredienti, dal pane all'olio, strettamente locali.
Un’iniziativa che tanto successo ha riscosso in passato e che l’Amministrazione Comunale della nota città rivierasca ha voluto rilanciare come ulteriore stimolo ai consumi fuori casa, in un periodo lontano dai clamori dell’alta stagione, ma anche nell’ottica di un più ampio progetto di promozione turistico-culturale legato alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della tradizione marinara.
Nel portale www.tipicitaexperience.it e sulla app di Tipicità, le date ed i locali del circuito che propongono la serata dedicata alla succulenta pietanza marinara, patrimonio comune di tutto il bacino adriatico, ma con varianti assai diversificate in ciascuna comunità locale.
Locali aderenti e date: https://www.tipicitaexperience.it/eventi/48984-gli-appuntamenti-brodetto-deco-sangiorgese
Il Circuito del Brodetto De.Co. di Porto San Giorgio è parte del Grand Tour delle Marche, promosso dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche ed in partenariato progettuale con Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it

lunedì 17 agosto 2020

Pepata di cozze

Ricetta per 6 persone
Ingredienti:
- 1,2 kg di cozze freschissime
- 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
- 2 spicchi d'aglio
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- succo di 1 limone
- sale e pepe macinato al momento.
pulitura cozze
pulitura cozze
Preparazione:
Raschiate bene le cozze privandole di eventuali barbe, poi lavatele passandole in più acque.
Mettete un'ampia padella su fuoco medio con olio e aglio schiacciato.
Dopo 1 minuto, unite le cozze e alzate appena la fiamma, salate, pepate abbondantemente, bagnate con il vino.
Coprite e lasciate sul fuoco fin quando le cozze non saranno tutte aperte (quelle che resteranno chiuse andranno eliminate): saranno necessari dai 6 ai 10 minuti.
Spegnete il fuoco, eliminate un po' del liquido di cottura se fosse troppo abbondante, spruzzate con il succo di limone, mescolate e servite subito.
Ricordate di aggiungere all'apparecchiatura della tavola una zuppierina per commensale dove depositare i gusci.

sabato 8 agosto 2020

Amare il Falerio 2020, risultati concorso

"Amare il Falerio" è l'estensione di "Falerio una Doc d'aMare" manifestazione che per quattordici anni fino al 2017 ha inteso celebrare la prestigiosa Doc marchigiana del Fermano-Piceno e la ristorazione del territorio.
commissione d'assaggio
Dopo la pausa del 2018, la quindicesima e sedicesima edizione, modificate nel nome e trasferite dalla storica sede di Villa Baruchello al centro città per consentire il coinvolgimento degli esercenti e delle licenze di somministrazione, hanno tuttavia mantenuto inalterati i tre concorsi: miglior “Falerio Doc”, miglior “Falerio Pecorino Doc”(riservati quest'anno alle vendemmie 2019), “Un Piatto per il Falerio” riservato ai ristoranti di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare che hanno abbinato una loro ricetta ad un’etichetta di Falerio o Falerio Pecorino.
Nell'edizione 2020 hanno partecipato 15 ristoranti, 21 aziende vinicole e sono stati degustati 25 vini Falerio Doc e Falerio Pecorino Doc.
La manifestazione è stata curata da Milena Sebastiani da sempre deus ex machina, in collaborazione con Ais Marche responsabile della commissione d'assaggio che ha elaborato le valutazioni, Camera di Commercio Marche, Confartigianato Imprese e con il patrocinio del Comune di Porto Sant'Elpidio (Fm).
Concorso "Falerio Doc":
1) Falerio Doc Eva 2019, Terra Fageto (Pedaso)
2) Falerio Dop 2019, Cantina Centanni Giacomo (Montefiore dell'Aso)
3) Falerio Doc La Lunga 2019, Vigneti Santa Liberata (Fermo).
Concorso "Falerio Pecorino Doc":
1) Falerio Pecorino Doc Case Rosse 2019, Cantina Il Crinale (Castorano)
2) Falerio Pecorino Doc Ribelle 2019, Cantina Bastianelli (Monte San Pietrangeli)
3) Falerio Pecorino Doc Palazzi 2019, Saladini Pilastri (Spinetoli)
Premio speciale per l'evoluzione del vino: Falerio Pecorino Doc Amos 2018, Cantina Ortenzi (Fermo).
Concorso "Un Piatto per il Falerio":
1) Ristorante Il Veliero con "la pentolaccia del Veliero", vino abbinato Falerio Dop Cantina Centanni
2) Ristorante Il Gambero con "moscioli dell'Adriatico con profumo dell'orto", vino abbinato Falerio Doc Eva Terra Fageto
3) Ristorante Sudomagodo con "praline di nasello con patate su vellutata di carote e curcuma con mayonese allo zenzero", vino abbinato Falerio Dop Cantina Centanni.
Menzione speciale per l'originalità nell'abbinamento degli ingredienti: ristorante Controvento con "la lumaca un po' lenta", vino abbinato Falerio Pecorino Doc Zerozerotre cantina Castrum Morisci.

domenica 2 agosto 2020

Spaghetti Latini "Senatore Cappelli" con vongole e basilico

Ricetta realizzata con spaghetti Senatore Cappelli del Pastificio Latini di Osimo (An).
Senatore Cappelli è un'antica varietà italiana, che per prima fu iscritta all’ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette) nel 1915.
Fu Nazzareno Strampelli, detto Nazareno, genetista geniale, originario di Castelraimondo (Mc), a selezionare questo meraviglioso grano duro.
Ingredienti per 4 persone:
50 gr. di guanciale, 100 gr. di olio extra vergine d'oliva, 50 gr. di scalogno, 1 kg. di vongole nostrane, 500 gr. di spaghetti Senatore Cappelli, 5-6 pomodorini ciliegini, 4 foglie di basilico fresco.
Procedimento:
scottare in padella lo scalogno e il guanciale con olio extra vergine d'oliva, versare le vongole, i pomodorini e il basilico, facendo cuocere fino all'apertura delle vongole, saltare in padella gli spaghetti fatti cuocere al dente in acqua bollente.
Questo tipo di pasta rilascia amido che lega molto bene con il sugo.
Vino abbinamento:
Falerio Doc

mercoledì 22 luglio 2020

Zuppetta del pescatore del mare Tirreno

Ricetta a cura di Marino Marchi chef patron del ristorante Il Veliero, un grande classico della ristorazione toscana, nei pressi del porto turistico "La Marina" di Scarlino in provincia di Grosseto nel cuore della Maremma Toscana, zona di terra e mare, di forte bellezza, laddove il verde e il turchese quasi si confondono.
Zuppetta di pesce senza lische
Dosi per 4 persone:
1 kg di cozze, 1 kg di vongole, 1 kg di polpo di scoglio, n.4 mazzancolle, n.4 scampi, n.4 calamari e n.4 seppie tutto di media grandezza, 8 fette di pane, 1 scalogno, 2 spicchi di aglio, 500 gr di pomodori datterini ben maturi, prezzemolo e basilico, 1 dl di olio extra vergine d'oliva, 1 peperoncino.
Mettete in una casseruola l’olio extra vergine d'oliva con uno spicchio d’aglio e lo scalogno tritato finemente, con il peperoncino, rosolate leggermente.
Unite le teste dei gamberoni, i tentacoli dei calamari, la testa del polpo tagliata a listelle e pomodorini tagliati a pezzetti, lasciate cuocere alcuni minuti, poi unite tutto il resto del pesce tagliato a pezzi regolari a seconda della specie utilizzata e lasciate finire di cuocere lentamente, infine aggiungere il prezzemolo e il basilico tagliato finemente.
Tostate le fette di pane in forno e aromatizzatele sfregandole con uno spicchio di aglio per accompagnare nel piatto la zuppetta di pesce.
Con la zuppetta del pescatore il matrimonio ideale è:
Toscana Igt Dogajolo Rosso, Carpineto winery
note degustazione d'archivio:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2020/01/toscana-igt-dogajolo-rosso-17-carpineto.html

venerdì 17 luglio 2020

Enosophia a Sant'Elpidio a Mare, Grand Tour delle Marche by Tipicità

Dal 23 al 26 luglio, tappa nel Fermano per il Grand Tour delle Marche
Enosophia: in festa con l’Italia del vino e del genius loci
Sant'Elpidio a Mare
Un borgo medioevale adagiato su una panoramica terrazza naturale protesa sull’infinito: a oriente le spiagge del mare Adriatico, ad occidente i paesaggi incantati del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e tutt’intorno, un’ondulata distesa di morbide colline che sembrano rincorrersi verso i quattro punti cardinali.
Questa è l’accattivante cartolina di Sant’Elpidio a Mare, set naturale per Enosophia, nuova tappa del Grand Tour delle Marche a cura di Tipicità ed ANCI in programma dal 23 al 26 luglio.
L’evento, voluto dall’Amministrazione Comunale di Sant’Elpidio a Mare (Fm), rappresenta un omaggio ad Andrea Bacci, genio rinascimentale autodefinitosi Andrea Baccius Philosophus, Medicus Elpidianus et Civis Romanus.
Infatti, questo illustre personaggio che ebbe i natali in questo operoso centro calzaturiero, fu un instancabile ed ecclettico esploratore del sapere: filosofo, medico e scrittore ma, soprattutto, estensore del primo vero trattato sul vino.
Tanti gli amici chiamati alla corte del Bacci per festeggiare insieme, un week end di incontri, di Italia autentica, di borghi in festa e di genuina convivialità, con percorsi del gusto guidati dalle vibrazioni aggreganti del nettare di Bacco.
Circolare, sostenibile, autentico e non replicabile, etico per natura, l’universo-vino si presta a tracciare, oggi più che mai, la giusta rotta anche per altri lidi.
Sarà Andreas Kipar, arcinoto architetto, a lanciare le suggestioni che guideranno gli ospiti nel week end di Enosophia, grazie alla partnership del Grand Tour delle Marche con Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.
Sabato, la voce autorevole di Riccardo Cotarella darà il via ad un approfondimento tra innovazione e mondo biologico curato da Assoenologi Marche e Abruzzo, che avrà come culmine la degustazione professionale di vini senza solfiti in un ambiente del tutto inedito, ossia le Taverne di Contrada che caratterizzano il centro storico di Sant’Elpidio a Mare, con la consueta verve di Carlo Cambi, istrionico volto noto RAI.
Atteso anche il messaggio di un “vigneron” d’eccezione, l’arcinoto anchorman televisivo Bruno Vespa, anch'esso produttore di vino e, direttamente da “RAI 2 Decanter”, Tinto e la sua sottile ironia.
Anteprima giovedì 23 luglio con la presentazione del libro "Il boccone. Libro di ricette antiche e contadine" di Nadia Acerbi, per poi immergersi, venerdì 24, in un’originale cena eno-itinerante: ogni ristorante propone un piatto diverso, dall’antipasto al dessert, al quale viene abbinato il vino adeguato.
Così, passeggiando per il centro storico, ciascun avventore viene a comporsi il proprio personale menù.
Nella ricca giornata di sabato, nei locali del centro storico, ci sarà spazio anche per una “cena con Andrea Bacci” prima di gustarsi l’Enosophia Show, con tanti ospiti italiani ed internazionali stimolati dalla “voce” di Marco Ardemagni da RAI Caterpillar AM.
Nel giorno di chiusura, domenica, incontro scientifico dedicato al Bacci, dal titolo “Andrea Bacci: l'archeologia del vino", seguito da una degustazione di vini, con i vignaioli che ne illustreranno le caratteristiche e lo spettacolo dell’esilarante Piero Massimo Macchini dedicato alla dimensione rurale marchigiana.
Programma:
https://www.tipicitaexperience.it/fiere/48867-enosophia-le-giornate-del-bacci
Le attrattive della regione, i “santuari” del buon cibo, i luoghi del “saper fare” e le notizie del Grand Tour delle Marche su www.tipicitaexperience.it e sull’app ufficiale di Tipicità.

mercoledì 15 luglio 2020

Padellata di suri dell'Adriatico alla contadina

Piatto ricco di sapori, fatto con pesce povero e prodotti dell'orto.
Il suro o sugarello o pesce sauro è simile allo sgombro; è molto diffuso nei nostri mari ed è uno dei pesci azzurri meno conosciuti e apprezzati nonostante le interessantissime caratteristiche di sapore e versatilità d'impiego (ottimo cucinato arrosto, per sughi alla marinara, in guazzetto).
Come tutto il pesce azzurro, non può essere d'allevamento e va quindi consumato fresco di pescato; ciò non fa che renderne più evidenti i caratteri autentici e il sapore al contempo intenso e delicato.
Credo sia auspicabile oggi, rivalutare tipologie ittiche e sapori per troppo tempo dimenticati.
Gli ingredienti del mare: suri eviscerati.
Gli ingredienti dell'orto: patate, cipolle di Tropea, carote, olive verdi, pomodorini, prezzemolo, maggiorana secca, timo.
Aggiustare di sale e fare cuocere in olio extra vergine d'oliva a fuoco moderato in recipiente coperto per 15/20 minuti.
Vino abbinamento:
Falerio Doc

lunedì 6 luglio 2020

Senigallia Gourmet, Grand Tour delle Marche by Tipicità

Sabato 11 luglio il luogo simbolo del turismo marchigiano ospita la quarta tappa del Grand Tour delle Marche.
A Senigallia la Rotonda a Mare è gourmet.
Nella città di Uliassi e Cedroni, con Gioacchino Bonsignore del TG 5 e Alberto Lupini di Italia a Tavola, un tuffo tra i sapori e le suggestioni del cibo e dell’alta cucina.
Nell’estate della nuova convivialità, la capitale italiana del buon cibo, rilancia sul futuro con “Senigallia Città Gourmet”.
Sabato 11 luglio, presso la mitica Rotonda a Mare, un’intera giornata dedicata a celebrare cibo e cucina nella città rivierasca che vanta ben cinque stelle Michelin.
L’iniziativa è una tappa inedita del Grand Tour delle Marche, organizzato da Tipicità ed ANCI Marche con la partnership di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, voluta dall’Amministrazione comunale per valorizzare la vocazione gourmet di un centro conosciuto in tutto il mondo anche per la rinomata “spiaggia di velluto”.
Nella città che ospita il "tristellato" Mauro Uliassi, il “due stelle” Moreno Cedroni ed è sede del prestigioso Istituto Alberghiero Panzini, saranno protagonisti tanti personaggi del “gotha” tricolore dell’accoglienza e dell’ospitalità, a partire da Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia ed Euro-Toques International, già chef della Regina Elisabetta II, e Rocco Cristiano Pozzulo, presidente della Federazione Italiana Cuochi, con opinionisti d’eccezione Gioacchino Bonsignore, Caporedattore del TG 5, e Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola.
In mattinata spazio al confronto, con un talk show che esplora idee e progetti per il futuro “buono” del Belpaese, ripartendo proprio da cibo ed ospitalità.
Nel pomeriggio, nella piazza antistante la Rotonda, scende in campo l’Accademia di Tipicità, con degustazioni d’autore sul tema “Adriatico, nutraceutica e gusto gourmet”, abbinate alle bollicine del Vigneto Marche selezionate dall’associazione Marchigianamente.
La manifestazione, che si atterrà in ogni caso a tutte le prescrizioni di sicurezza e di distanziamento previste dalle normative vigenti, rappresenta un’eccellente occasione per scoprire l’incantevole ed ondulato paesaggio collinare che cinge la città di Senigallia (An), mirabilmente immortalato dal genio di Mario Giacomelli.
Il celebre fotografo senigalliese è protagonista di una mostra che, a 20 anni dalla scomparsa, evidenzia il confronto con i suoi contemporanei, i compagni dell’associazione Misa e i grandi maestri della fotografia del Novecento.
Sul portale www.tipicitaexperience.it e sulla app ufficiale di Tipicità tutte le attrattive di Senigallia e del territorio marchigiano, con l’indicazione delle strutture che offrono proposte speciali a tema.
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it

mercoledì 1 luglio 2020

Rana pescatrice in potacchio

Il "potacchio" è l'intingolo marchigiano per eccellenza; deriva il suo nome dal francese “potage”.
E' una cottura rustica, casalinga, nata storicamente per gli animali da cortile, per il maiale, per l’agnello, adottata però dalle donne delle campagne marchigiane anche per il pesce quando ne avevano disponibilità, poichè era il tipo di cottura che conoscevano meglio.
È quindi per questo motivo che questo intingolo è entrato anche nella tradizione della cucina di mare.
Rosmarino, aglio e vino bianco sono la base del potacchio marchigiano; la costante è la cottura nel vino con tanto aglio e rosmarino, ma sono consentite personalizzazioni, come ad esempio aggiunta di pomodoro per dare colore o trito d'erbette aromatiche o olive.
Rana pescatrice (coda di rospo) in potacchio
Ingredienti per 4 persone:
1 chilogrammo di rana pescatrice, 1 bicchiere di vino bianco, 3 spicchi d'aglio, rosmarino, pomodoro (facoltativo), olio extra vergine d'oliva, sale e pepe.
Procedimento:
fare soffriggere gli spicchi d'aglio in padella con un po' di olio extra vergine d'oliva di fattoria, adagiare la coda di rospo compresa la testa, aggiungere pomodoro, rosmarino, sale e pepe quanto basta, sfumare col vino bianco, terminare la cottura a pentola coperta, tenendo presente che prolungarla troppo renderebbe la carne stopposa..
Vino abbinamento:
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc

venerdì 19 giugno 2020

La Piccola Pesca Costiera a San Benedetto del Tronto

Il 27 giugno l’area portuale di San Benedetto del Tronto ospita la terza tappa del Grand Tour delle Marche.
La Piccola Pesca Costiera fa spettacolo.
Corrado Piccinetti condurrà gli ospiti in un viaggio nelle “acque dei sapori”.
In programma anche un contributo speciale di Oscar Farinetti.
Nasse, retine e barchette, un patrimonio fondamentale della vita marinara, una storia antica e moderna, un fenomeno economico-sociale che include e traccia la rotta del “futuro buono”.
A San Benedetto del Tronto (AP) sabato 27 giugno 2020, La Piccola Pesca Costiera è la kermesse dedicata ad un'attività che caratterizza fortemente questo suggestivo centro balneare e peschereccio, conosciuto nel mondo come la “città delle palme”.
In programma esperienze immersive di PescaTurismo, trekking urbano-marinaro, passeggiate educative dedicate al mare ed alle attività connesse, ma anche menù a tema nei locali della città aderenti all’iniziativa.
La Piccola Pesca Costiera è un’iniziativa “Covid-free”, lontana dall’idea di inopportuni assembramenti, ma ideata con una logica “immersiva” che consente agli interessati di esplorare curiosità, tradizioni e percorsi, progettando il proprio itinerario “fisico” da realizzare non “in massa”, ma nel momento desiderato.
Il talk show “Piccola pesca, grande futuro”, programmato alle 11.00 al Mercato Ittico cittadino, accenderà i riflettori sulle tante connessioni che costituiscono questo autentico microcosmo.
Parteciperà il biologo marino Corrado Piccinetti insieme a tanti altri autorevoli interlocutori che potranno essere seguiti in modalità “live” sul portale della manifestazione www.lapiccolapesca.it
Perla della costa adriatica, blasonata mèta turistica e sede di una delle flotte pescherecce più importanti dell’intero Mediterraneo, San Benedetto del Tronto vanta una secolare tradizione nell’arte della piccola pesca costiera, troppo spesso bistrattata, ma densa di valori.
Infatti, questa tipologia peschereccia è tradizionalmente esercitata da chi ama il mare e da chi vive da generazioni proprio di pesca.
Uno stile di vita legato a doppio filo all’ecosistema marino con il quale condividere il destino.
statua del pescatore
Tappa inedita del Grand Tour delle Marche, proposto da Tipicità ed ANCI Marche, l’iniziativa è promossa dal Comune di San Benedetto del Tronto con la collaborazione del Centro di Educazione Ambientale “Ambiente e Mare” e di tante associazioni che alimentano questo mondo.
Inoltre, grazie alla rinnovata partnership tra il Grand Tour delle Marche, Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, è in programma anche uno “speciale evento” con Oscar Farinetti.
Tutte le attrattive di San Benedetto del Tronto e del territorio marchigiano sono consultabili sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it e sulla app ufficiale di Tipicità.
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it

mercoledì 17 giugno 2020

Stoccafisso all'anconetana

Lo stoccafisso (stockfish, pesce bastone) è il merluzzo nordico, pescato nei mari di Norvegia.
Si distingue dal baccalà per il metodo di conservazione: stoccafisso è essiccato, baccalà è sotto sale.
La città di Ancona è storicamente tra i principali consumatori di tale merluzzo essiccato norvegese, tant'è che lo stoccafisso all'anconetana è diventato nel corso degli anni non solo un piatto tipico marchigiano, ma il vero e proprio simbolo del capoluogo di regione; ottiene infatti la DeCo (denominazione comunale d'origine) nel 2015.
Per tutelare e promuovere le tradizioni legate a questo piatto, esiste dal 1997 l'Accademia dello Stoccafisso all'Anconetana, la quale ha messo a punto uno specifico disciplinare di produzione che norma nel dettaglio, lasciando altresì spazi interpretativi, la materia prima, la preparazione, il condimento, l'abbinamento.
In esso si afferma ad esempio che sia preferibile usare stoccafisso del tipo Ragno o Westre Ancona, si consiglia inoltre l'uso di canne stagionate sul fondo della teglia per evitare il contatto diretto, si lasciano ulteriori opzioni per ciò che concerne gli ingredienti, purchè non alterino il gusto.
Lo stoccafisso viene tradizionalmente gustato con le patate al forno, ma le varianti sono molteplici; può essere aggiunta salsa aromatizzata di pomodoro e/o altri ingredienti come ad esempio acciughe, capperi, olive.
Ingredienti per quattro persone
1 chilogrammo di stoccafisso pulito, 100 grammi di sedano e altrettanti di carote, 1 cipolla di media grandezza, 2 rametti di rosmarino, 20 grammi di acciughe, mezza testa d'aglio, 20 grammi di capperi dissalati, pomodori pendolini, 1 ettogrammo di olive nere, 1 chilogrammo di patate, 1/2 litro di olio extra vergine d'oliva, 1 litro di vino bianco secco preferibilmente Verdicchio, 1 litro di brodo di stoccafisso ricavato dalle sue lische.
Procedimento
Tagliare a grosse darne lo stoccafisso, adagiarlo nella teglia, cospargerlo con la metà di un trito di sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, acciughe e capperi; aggiungere sale e olio.
Coprire totalmente lo stoccafisso con le patate tagliate a spicchi, condire con l'altra metà del trito, aggiungere pomodori pendolini tagliati a metà, olio, brodo, vino bianco, olive, sale.
Cuocere per circa due ore: 30 minuti sul gas a fuoco lento, 90 minuti in forno a 130°-140° C.
Vino abbinamento
Verdicchio Riserva Docg

venerdì 12 giugno 2020

Maccheroncini di Campofilone con sugo di rigaglie di pollo

Maccheroncini di Campofilone, non una semplice pasta alimentare, ma una chicca del made in Italy che troviamo presso la grande distribuzione e nelle gastronomie più selettive di Tokyo, Londra, New York.
I Maccheroncini di Campofilone, chiamati confidenzialmente "campofiloni", si distinguono con decisione dalle altre paste alimentari, per la sottigliezza della sfoglia, per il taglio finissimo, per il fatto di essere ottenuti con una quantità notevole di uova, che va da un minimo di 7 a un massimo di 10 per ogni chilo di farina.
Tali caratteristiche consentono un ridottissimo tempo di cottura in acqua bollente, pari ad uno/due minuti.
Maccheroncini di Campofilone conditi sulla spianatora
I Maccheroncini di Campofilone ottengono riconoscimento IGP (indicazione geografica protetta) nel 2013.
La norma disciplina nel dettaglio, produzione e materie prime, confezionamento ed etichettatura, delimitazione area geografica, controlli, legame con il territorio.
La zona di produzione della indicazione geografica protetta Maccheroncini di Campofilone è limitata al territorio amministrativo del comune di Campofilone in provincia di Fermo, nella regione Marche.
La valenza dei Maccheroncini di Campofilone sta nell'aver conservato immutata, nel corso degli anni, la tecnica di lavorazione, mantenendo inalterata la sua semplice e particolare composizione, il particolare tipo di essicazione, nonché nel fatto che si tratta di un prodotto che richiede, per la sua realizzazione, particolari doti di abilità ed esperienza, caratteristiche queste che ne fanno una pasta di qualità in termini di resa, di gusto, di leggerezza e di facilità di cottura.
La produzione artigianale di questa pasta è quindi l'espressione della tradizione popolare del borgo medioevale di Campofilone, tramandata di generazione in generazione.
sfoglina campofilonese al taglio
Una delle occasioni da non perdere per assaggiare tale specialità gastronomica, è la Sagra Nazionale dei Maccheroncini di Campofilone, la cui nascita risale al 1964; da allora si svolge ogni anno nella prima decade di Agosto.
In questa occasione di enorme valenza turistica, arrivano nella località posta al confine tra il Fermano e il Piceno, numerosi turisti e vengono servite decine di migliaia di porzioni di pasta.
promo video Campofilone:
Ricetta tradizionale
Maccheroncini di Campofilone
con sugo di rigaglie di pollo
Ingredienti per 4 persone
Per la sfoglia: 400 gr. di farina, 4 uova.
Per il ragù: 250 gr. di stomaci, fegati, cuori, creste e bargigli di pollo (in alternativa anatra, piccione, oca), 500 gr. di polpa di pomodoro, una piccola cipolla steccata con due o tre chiodi di garofano, alcune foglioline di origano secco, un dito d'olio extra vergine d'oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 1/2 cucchiaio di ottimo lardo macinato, una cipolla piccola, una carota, una costola di sedano, sale, 50 gr. di formaggio pecorino dolce stagionato grattugiato o parmigiano.
Procedimento
Impastare la farina con le uova e manipolarla fino ad ottenere una massa consistente ed elastica, che va tirata in sfoglia sottile, arrotolata, tagliata sottilmente, larghezza di un paio di millimetri (il disciplinare Igp prevede larghezza compresa tra mm 0,80 e mm 1,20), allargata su un vassoio cosparso di semola o di farina.
Ridurre a brunoise il sedano, la carota, la cipolla piccola e soffriggerli in una casseruola, in un fondo di olio e lardo, insieme alla cipolla steccata e all'origano secco.
Aggiungere poi gli stomaci, i cuori, le creste, i bargigli tritati grossolanamente e rosolarli a fuoco vivace.
Appena rosolati si versa il vino e si fa evaporare; si aggiungono a questo punto i fegati, sminuzzati grossolanamente, che non devono cuocere troppo altrimenti si disfano.
Quando anche i fegati sono ben rosolati, si aggiunge la polpa di pomodoro diluita in un bicchiere d'acqua calda, si sala e si fa cuocere il ragù a fuoco dolce per un'ora e mezza, aggiungendo ancora acqua se il sugo dovesse restringersi troppo e aggiustando di sale nel finale.
Portare a bollore abbondante acqua salata e cuocere i "campofiloni", che vanno scolati appena tornano a galla.
Condirli con il ragù, che deve essere fluido in modo che la pasta, pur assorbendo il ragù, rimanga sugosa, non asciutta.
Spolverare abbondantemente di formaggio pecorino dolce stagionato grattugiato. 
I "campofiloni" si prestano magnificamente ad essere conditi anche con sughi di pesce.
sfogline e volontari Pro Loco Campofilone

lunedì 8 giugno 2020

Tradizione alimentare marchigiana

"Il contadino marchigiano è assai parco nel mangiare e lo è non solo per necessità, ma per abitudine; tanto che le famiglie coloniche che godono di un certo benessere, non si cibano più lautamente di quelle che sono strette dal bisogno.
Polenta di granoturco condita con formaggio, olio, lardo, cipolle, ricotta, pomodoro, ortaglie, legumi, pane di grano misto a granoturco, vino soltanto nelle epoche di maggior fatica, qualche volta carne di maiale salata: ecco il cibo ordinario del nostro contadino.
La carne di vitello, di agnello, di pollo, s'imbandisce soltanto nelle solennità e nei pranzi nuziali, in cui si danno porzioni così abbondanti che ciascun invitato si porta a casa una parte dei cibi".
Così l'inchiesta Jacini, nel 1877, individuava i tratti salienti del regime alimentare di buona parte della popolazione marchigiana.
"l'allesso": carne lessa di pollo, faraona
Tratti salienti che, tenuto conto delle differenze socio-economiche e geografiche di zone che hanno conosciuto nel tempo trasformazioni e fortune diverse, sono ancor oggi rintracciabili in abitudini alimentari improntate alla sobrietà.
La civiltà rurale, nei suoi aspetti anche pastorali e nel rapporto con le civiltà urbana e marinara, costituisce il cardine su cui si è sviluppata, soprattutto sulla base di risorse vegetali, la gastronomia regionale.
cicoria selvatica, aglio, olio, peperoncino
Vari tipi di verdure, ortaggi ed erbe di campo largamente diffuse nell'entroterra collinare a ridosso dell'Adriatico, hanno costituito una risorsa decisiva per intere generazioni, fino a trenta/quaranta anni fa; dalla cipolla, spesso companatico nei giorni più duri, alle verdure "strascinate" in padella, all'uso polivalente del finocchio selvatico, rimasto non a caso in molteplici ricette regionali classiche, la tavola marchigiana è sempre stata, non oso dire soprattutto vegetariana, ma certamente in piena sintonia con i princìpi fondanti della Dieta Mediterranea.
info Dieta Mediterranea:
Da parte sua, anche la cucina marinara, a causa del maggior contatto col mondo rurale determinato dalla prossimità tra costa ed entroterra, conserva memoria del baratto, frequente in passato con scambi di verdure, uova e lardo di maiale, contro pescato.
Diverse ricette tramandate, magari rivisitate oggi con gusto moderno, testimoniano il legame storico tra l'ambito agricolo e quello peschereccio: seppie con piselli, polpi con le bietole (li furbi co' l'abbiti), lenticchie di Castelluccio e gamberetti, pesci in porchetta o in potacchio, a seconda che si preferisca finocchio selvatico o rosmarino.
mazzancolle sgusciate, lardo, alloro, peperoncino, aglio, rosmarino, sfumate al brandy