mercoledì 3 giugno 2020

GustaPorto a Civitanova Marche, Tipicità Experience

Nelle Marche a giugno inizia il Grand Tour delle Marche.
Una “bandiera blu” starter del Grand Tour delle Marche 2020: Civitanova Marche, con GustaPorto, prima tappa dell’edizione “Dopo Covid”.
Ospiti: Mario Giordano e Corrado Piccinetti.
Il 6 e 7 giugno presso il porto peschereccio, la stagione si accende con lo spettacolo del mare.
Con GustaPorto, “salpa” da Civitanova Marche (Mc) il Grand Tour delle Marche, iniziativa di successo unica nel Belpaese sviluppata dall’organizzazione di Tipicità insieme ad ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) per realizzare uno storytelling del territorio marchigiano attraverso due suoi fondamentali attrattori: cibo e “making” artistico-manifatturiero.
Un coinvolgente percorso che da giugno a novembre esplora l’intera regione con “tappe” esperienziali: immergersi tra le ostriche dell’Adriatico, fare cappelli a mano, partecipare alla preparazione del Brodetto, cercare tartufi con tutta la famiglia, esplorare il Parco Nazionale dei Monti Sibillini guidati dai profumi di una salutare mela rosa, scoprire i 5.000 pezzi che compongono una fisarmonica, votare i migliori quadri fatti con i fiori, degustare le prelibatezze care al sommo poeta Giacomo Leopardi.
Con una grande novità: la piattaforma digitale e l’app di Tipicità Experience raccordano tutte le tappe del circuito, consentendo di iniziare l’esperienza prima di arrivare nella località prescelta, scoprendone tutte le opportunità offerte e costruendosi il proprio esclusivo viaggio su misura, con tutte le sicurezze Post Covid, naturalmente.
Per il secondo anno consecutivo collabora al progetto Banca Mediolanum, che apporterà interessanti contenuti che confluiranno nel già ricco palinsesto, fruibile anche in modalità “on line”.
Quest’anno il punto di partenza del Grand Tour delle Marche sarà Civitanova Marche, località balneare “bandiera blu” dove il 6 e 7 giugno si svolgerà GustaPorto, un’iniziativa che parla di mare in tutti i suoi diversi aspetti: pesca, gastronomia, turismo, tradizione, cultura e sostenibilità.
La formula che caratterizza questa edizione dell’evento, promosso dall’amministrazione comunale, è del tutto inedita ed adeguata alla situazione “speciale” che stiamo vivendo.
Tra le novità più attese, l’Agorà con Mario Giordano, fruibile in diretta on line, e l’asta digitale 2.0 con il biologo Corrado Piccinetti, che consentirà di aggiudicarsi anche da casa le migliori cassette di pescato stagionale “battute” dal Mercato Ittico.
Molto apprezzato il contest per i più giovani, che hanno realizzato disegni sul tema del mare e delle atmosfere portuali.
I migliori elaborati saranno animati da un pool di esperti per realizzare dei veri e propri “cartoon” di GustaPorto.
Di grande suggestione i “virtual tour” fruibili sul sito della manifestazione, con visite immersive sui luoghi più iconici della città affacciata sul mare, accompagnati da performance artistiche e culturali.
Fino al 14 giugno, speciali proposte di accoglienza con la GustaPorto Week nelle strutture ricettive aderenti, e Menù Gustaporto nei ristoranti e nei balneari del circuito.
Info programma GustaPorto:
www.gustaporto.it
Info Grand Tour delle Marche:
www.tipicitaexperience.it

mercoledì 27 maggio 2020

Formaggio pecorino delle Marche

Il "pecorino" è il formaggio più consumato del Piceno e del Fermano; un tempo prodotto in tutta la ex provincia di Ascoli Piceno dai contadini e dai pastori, oggi essenzialmente dai caseifici.
formaggio pecorino
made in
Monsampietro Morico (Fm)
La preparazione tradizionale prevede che il latte appena munto dalla pecora venga messo in un paiolo di rame e fatto arrivare, a fuoco lento, a circa 34-35°C.
Viene aggiunto il caglio naturale ed il latte coagula in venti/trenta minuti; la cagliata è poi rotta con le mani in tanti pezzetti.
Dopo alcuni minuti, la cagliata rotta viene raccolta con un colino e pressata nelle fascere per far sgrondare il siero acquoso.
Dopo la pressatura e il livellamento, il formaggio viene salato a secco con sale grosso marino (o in salamoia al 18-20% di sale) per 24 ore e rigirato frequentemente per consentire al sale di penetrare uniformemente.
Dopo questa fase, le forme sono ripulite dal sale, lavate con acqua tiepida, asciugate e messe a stagionare in un locale fresco e lievemente umido; le forme vengono rigirate ogni due o tre giorni per favorire la formazione della buccia.
Dopo una trentina di giorni, il pecorino detto "barzotto" (nè duro nè molle, con evidente estensione del termine al linguaggio scurrile) può essere consumato, anche se il periodo migliore è dopo almeno un paio di mesi d'affinamento.
Le forme vanno dagli 800 grammi ai 3 chilogrammi di peso a seconda della stagionatura che si intende effettuare.
Se il pecorino viene consumato dopo breve stagionatura, presenta crosta esterna sottile di colore giallo paglierino tenue o giallo cera, odore delicatamente acidulo che ricorda panna e latte, pasta abbastanza compatta di colore bianco porcellana, bianco panna o avorio con lieve occhiatura, gusto dolce/salato, fresco di latticello lievemente acidulo e finale di bocca amarognolo.
Dopo la maturazione, il pecorino ha crosta più consistente, rugosa, di colore dorato, pasta compatta di colore giallo paglierino intenso, di consistenza gessoso/friabile o granulosa, aroma di nocciola, fieno, sapore armonico ed equilibrato lievemente piccante con note di mandorla.
Il pecorino al massimo delle sue potenzialità è quello di alcuni mesi, con crosta di colore dorato, ocra, nocciola o rossiccio, colore della pasta giallo arancio con venature rossicce, lievemente grassa, consistenza granito/scaglioso, odore aromatico e potente, spesso di fungo e tartufo, sapore sapido e piccante, complesso, molto persistente.
Essendo consumato più spesso fresco che stagionato, non è molto facile reperire pecorini di alcuni mesi, un vero godimento per gli appassionati di questo formaggio dal gusto rude, ma autentico e schietto, un cibo povero ma nutriente, di facile conservabilità.
formaggio pecorino
made in
Montalto Marche (AP)
E' ovvio che dal punto di vista organolettico il miglior pecorino è quello fatto con latte crudo (sotto 40°C), non sottoposto a pastorizzazione (sopra 70°C), ma norme europee hanno introdotto regolamentazioni molto rigide sulla produzione e commercializzazione del pecorino artigianale, col rischio di far scomparire questo magnifico frutto dell'abilità dell'uomo.
Fortunatamente la Regione Marche ha negli anni scorsi introdotto disposizioni specifiche in deroga, a tutela di tale prodotto; ha dapprima individuato i prodotti tradizionali del latte e derivati da inserire nell'apposito elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (cacio in forma di limone, caciotta, caprino, formaggio di fossa, pecorino, pecorino in botte, raviggiolo, ricotta, slattato), successivamente sulla base della normativa vigente ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole deroghe alla normativa igienico/sanitaria, assicurando "uno stato soddisfacente di igiene e disinfezione dei materiali di contatto e dei locali in cui sono svolte le attività, per quanto attiene la necessità di preservare la flora specifica".
Inoltre la Regione ha stabilito il protocollo di lavorazione per mantenere il prodotto il più possibile vicino alla tradizione, cioè uso di latte ovino crudo di provenienza locale, di caglio naturale, di pentole di rame purchè conformi alle vigenti disposizioni sui materiali destinati a venire in contatto con alimenti, di utensili di legno stagionato e ben levigato purchè opportunamente detersi e sanificati.
Infine è consentita la maturazione e la stagionatura in locali non condizionati, purchè adibiti esclusivamente a tale uso, con pavimentazione non in terra battuta e la maturazione su assi di legno opportunamente deterse e sanificate.

giovedì 21 maggio 2020

Trippa di rana pescatrice al pomodoro

La trippa di rana pescatrice è un piatto marinaro tradizionale della regione Marche, oggi quasi introvabile al ristorante.
Ghiottissimo piatto di bordo, la trippa di rana pescatrice non veniva consumata subito dai pescatori, i quali preferivano trainarla per un paio di giorni, legata con uno spago all'imbarcazione, per migliorarne il sapore.
Oggi per poterla avere, è indispensabile prenotarla presso il pescivendolo di fiducia, per via delle norme che prevedono l'immediata eviscerazione del pescato.
Trippa di rana pescatrice al pomodoro
Ingredienti per quattro persone
6 ettogrammi di trippa di rana pescatrice, 1 cipolla, 3 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 1 peperoncino, foglie di maggiorana in abbondanza, qualche foglia di basilico, 1 cucchiaio di conserva di pomodoro diluita in poca acqua tiepida oppure, per modernizzare, alcuni pomodorini freschi in alternativa alla conserva che è ingrediente spesso presente nelle ricette di bordo per la praticità d'uso.
Procedimento
Lavare accuratamente la trippa di rana pescatrice e lessarla in acqua salata per una decina di minuti, quindi sgocciolarla e tagliarla a listarelle.
Tritare cipolla e aglio, soffriggere con olio extra vergine d'oliva e peperoncino, poi aggiungere la trippa, il basilico, la maggiorana.
Fare insaporire per qualche minuto, quindi unire la conserva di pomodoro diluita in acqua tiepida e completare la cottura.
Vino abbinamento
Falerio Pecorino Doc Letix
Le Cantine di Figaro

sabato 16 maggio 2020

Ciauscolo e formaggio di latte ovino vaccino

Ciauscolo o ciavuscolo o ciabuscolo è un insaccato spalmabile ottenuto dalla macellazione di carni di maiale, tipico della tradizione contadina marchigiana.
Il formaggio misto di latte vaccino e ovino è un formaggio a pasta semicotta ottenuto da una miscela di latte ovino (80%) e vaccino (20%).
Ciauscolo
Ottiene il marchio Igp nel 2009.
La zona di produzione del Ciauscolo Igp interessa i comuni delle province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno.
La definizione etimologica del nome deriverebbe da "ciabusculum" ossia piccolo pasto, piccolo cibo, spuntino consumato negli intervalli tra colazione, pranzo e cena.
Le carni di prima e seconda scelta prese da pancetta, costate e spalla, vengono aggiunte ad una consistente parte di grasso (50% circa) per mantenere il salume morbido, sono quindi conciate con sale, pepe e aromatizzate con finocchio, aglio o vino fatto cuocere; sono poi sminuzzate finemente e tritate, utilizzando trafile sempre più piccole, in modo da ottenere una pasta omogenea da insaccare nel budello naturale di maiale o in alternativa di bovino.
Il ciauscolo viene poi legato con spago di canapa e stagionato per almeno 21 giorni in luogo fresco e aerato.
Nella tradizione contadina, la stagionatura era preceduta da una fase di affumicatura vicino al camino.
Generalmente il ciauscolo viene consumato fresco, venti o trenta giorni dopo la preparazione.
Attualmente la tendenza di alcuni produttori è di rendere l'insaccato più magro, diminuendo la percentuale di grasso, senza però pregiudicare la caratteristica spalmabilità.
Formaggio misto di latte vaccino ovino
Ha colore bianco paglierino e sapore dolce, crosta sottile che assume colore giallo paglierino più o meno intenso con la maturazione.
Le forme hanno peso variabile dagli 800 ai 1500 grammi.
Il latte viene fatto coagulare ad una temperatura di circa 35°-38°C con impiego di caglio liquido o solido naturale, estratto dallo stomaco degli agnelli macellati.
Dopo la rottura della cagliata, la pasta viene pressata in fascere di legno; la salatura è manuale, generalmente a secco e la stagionatura dura circa 30-40 giorni in ambiente fresco e umido.
Questa tipologia può essere una valida alternativa al formaggio pecorino, rispetto al quale risulta meno saporito, ma con gusto più dolce e maggiore morbidezza.

venerdì 8 maggio 2020

Ciavarro di Ripatransone, zuppa di legumi e cereali, ricetta.

Ciavarro è una zuppa di legumi e cereali, tipica di Ripatransone (AP).
Ha somiglianze con le "Virtù" abruzzesi, in cui sono presenti accanto ai legumi e ai cereali, anche verdure fresche (bietole, cicoria, borragine, cuori di carciofo, cavolo, spinaci) e diversi tipi di pasta corta.
L'origine di Ciavarro e di Virtù è pressochè identica; nascono infatti come piatti primaverili poichè avevano la funzione di ripulire le dispense dai rimasugli invernali e far posto ai freschi prodotti estivi.
Ricetta Ciavarro
Ingredienti per 4 persone
50gr. di lenticchie, 50gr. di ceci, 50gr. di cicerchia, 50gr. di fagioli bianchi, 50gr. di fagioli borlotti, 50gr. di fava secca, 50gr. di granoturco, 50gr. di orzo perlato, 50gr. di farro o grano, 1/4 di bicchiere di olio extra vergine d'oliva, 1/2 chilo di polpa di pomodoro, peperoncino, una cipolla, tre spicchi d'aglio, sale.
Procedimento
Lasciare ammorbidire in acqua fredda i chicchi di granoturco (del tipo più arrotondato); dopo 12 ore di ammollo, scolarli e asciugarli nel forno, a calore moderato, per 15 minuti circa, quindi rimetterli a bagno per altre 12 ore.
Fare ammorbidire, sempre in acqua fredda, gli altri legumi e cereali (eccetto l'orzo perlato che va cotto senza ammollo) per almeno 12 ore, dopodichè scolarli e cuocerli in acqua salata, in tegami separati.
Soffriggere in olio d'oliva la cipolla e gli spicchi d'aglio tritati finemente, aggiungere la polpa di pomodoro e realizzare così un sugo che deve cuocere per 30/40 minuti.
Versare infine in un ampio tegame tutti i legumi e i cereali con un po' delle loro acque di cottura e il sugo di pomodoro; insaporire il tutto a fuoco moderato per 15/20 minuti, aggiustando eventualmente di sale, e servire la zuppa bollente in scodelle.
Vino abbinamento
Falerio Pecorino Doc
Cantina Damiani

domenica 3 maggio 2020

Pizza al formaggio, torta pasqualina, ricetta

La pizza al formaggio è una torta salata che fa parte della tradizione gastronomica di Marche e Umbria.
E' una preparazione tipica del periodo pasquale, per questo motivo è anche chiamata torta pasqualina.
Può essere gustata in accompagnamento a salumi o in alternativa al pane classico.
Ingredienti
gr.1000 di farina
n.8 uova
gr.170 lievito di birra
gr.350 formaggio pecorino a pezzi
gr.150 pecorino romano grattugiato
gr.200 parmigiano grattugiato
gr.150 burro
n.4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
q.b. sale e pepe
Procedimento
Sbattere le uova con la farina, aggiungere sale e pepe, aggiungere burro e olio, aggiungere tutto il formaggio grattugiato, aggiungere il lievito, aggiungere per ultimo il pecorino a pezzi, imburrare l'interno delle terrine e spolverare con farina, poi mettervi l'impasto a lievitare per almeno 1 ora, se non basta anche di più.
Cottura
30 minuti con forno a 200°C
10 minuti con forno a 250°C
Solo a questo punto, aprire il forno per controllare se la cottura è ultimata.
Se la cottura è ultimata, sfornare e far raffreddare nelle terrine, altrimenti proseguire controllando la cottura.
Se si utilizza uno stampo grande, è consigliabile aumentare i tempi per ottimizzare la cottura interna.

giovedì 23 aprile 2020

Coratella d'agnello con le uova, ricetta

Piatto povero della tradizione marchigiana, diffuso in tutto il centro Italia, consumato prevalentemente nel periodo pasquale.
E' a base di frattaglie, cioè delle interiora dell'agnello: il cosiddetto quinto quarto.
Il termine deriva da "corata", che indica le interiora di animali di grossa taglia come ad esempio il bue; "coratella" sta quindi ad indicare le interiora di animali di taglia più piccola.
Coratella d'agnello con le uova
(coratella d'agnello co' l'oe)
Ingredienti
Fegato, polmone, milza, cuore e budelline d'agnello, maggiorana, vino bianco, conserva di pomodoro, sedano, formaggio, olio extra vergine d'oliva, aglio, sale.
Preparazione
Se la coratella è freschissima e di buona qualità, non è necessario spurgarla per almeno 2 ore in una soluzione di acqua e aceto.
Tagliati a piccoli pezzi fegato, polmone, milza, cuore e budelline dell'agnello, si mettono a rosolare in padella con aglio, olio e maggiorana.
Salati, solo quando sono ben dorati, si innaffiano con vino bianco da far evaporare.
Si cucina, aggiungendo un cucchiaio di conserva di pomodoro (per dare un colore rosato), insaporendo il tutto con pezzetti di gambo di sedano.
Per non lasciare scoperta la coratella durante la cottura, a fuoco basso per circa 15 minuti, si può aggiungere tutta l'acqua necessaria.
Una volta cotta, si versano nella pentola le uova sbattute, insaporite con un po' di formaggio pecorino grattugiato.
Si rigira quanto basta, circa 30 secondi, per completare la cottura.
Ricetta tratta da:
"I racconti del piatto"
di Roberto Ferretti
edito da Zefirobooks
Vino abbinamento:
Marche Rosso Igt Rigò
Poderi dei Colli

sabato 18 aprile 2020

Asparagi verdi e uova sode

Antipasto fresco, semplice e veloce, con verdure di stagione.
Asparagi
Gli asparagi verdi e sottili sono più adatti ad essere gustati freddi, con la salsa più semplice: mettete l'olio extra vergine d'oliva in un piatto, spremeteci un po' di succo di limone e mescolate il tutto prima di versarlo sugli asparagi precedentemente lessati.
Gli asparagi verdi vanno scelti accuratamente, legati insieme in mazzi, tagliati tutti della stessa misura e poi lessati in acqua e sale.
Viceversa gli asparagi bianchi, grossi, dalla punta leggermente violacea, necessitano di cure maggiori, vanno raschiati e risciacquati prima di essere lessati e occorre prestare attenzione affinchè non passino di cottura; ad essi convengono le salse grasse e il burro e vanno serviti preferibilmente caldi.
Uova sode
Le uova si mettono in un tegame con acqua fredda e si contano sette minuti dal momento in cui l'acqua leva il bollore.
Si passano subito in acqua fredda.
Vino abbinamento
Colli Maceratesi Doc Ribona
Le Piagge
Fattoria Forano

giovedì 16 aprile 2020

Le verdure strascinate e il salato del Fermano

Siamo nell'Agro Fermano, nella regione Marche.
In questo territorio resistono ancor oggi tradizioni alimentari legate alla civiltà contadina del passato, certamente affini a quelle di altri territori, ma qui tipicizzate dall'originale semantica.
Qui il termine "salato" può trasformarsi da aggettivo a sostantivo (in dialetto: lo salato) quando faccia riferimento ad insaccati di carni suine e non al più ampio concetto di prodotto trattato con il sale.
Qui con il termine "strascinate" si fa riferimento a verdure ripassate o rigirate in padella.
Le verdure da "strascinare" possono essere cavolo verza o cicorie selvatiche (in dialetto: rugni)
"salato" del Fermano,
formaggio pecorino,
crostoni di cavolo verza
"strascinato co' la barbaja (guanciale)"
Ricetta cicorie selvatiche ripassate in padella (rugni strascinati)
Ingredienti:
cicorie selvatiche, patate, olio, aglio, rosmarino, pancetta o guanciale, sale e pepe.
Preparazione:
Pulite le cicorie, si mettono a lessare insieme alle patate non sbucciate.
Si scolano poi ben bene, strizzandole per togliere la troppa acqua.
A parte, si puliscono le patate che andranno poi schiacciate con una forchetta.
Le cicorie, insieme alle patate, si ripassano in una padella dove sono stati rosolati pezzetti di pancetta o guanciale, insaporiti con aglio e rosmarino.
Si rigira (strascina), aggiungendo sale e pepe.
cicorie selvatiche
Ricetta tratta da:
"I racconti del piatto"
di Roberto Ferretti
edito da Zefirobooks

sabato 11 aprile 2020

Spaghetti con scampi, calamari, pomodorini, la ricetta.

Cucina di mare, vini di territorio.
Nervoso, sapido, corposo, Falerio Pecorino Doc in abbinamento al piatto saporito marinaro:
spaghetti con scampi, calamari e pomodorini
Il piatto è stato realizzato seguendo la ricetta dello chef Daniele Citeroni Maurizi dell'Osteria Ophis di Offida (AP)
Ricetta:
ingredienti per 4 persone:
- 500 grammi di spaghetti
- 10 calamari di medie dimensioni
- 200 grammi di scampi
- 2 spicchi d'aglio
- 10 pomodorini maturi
- un mazzetto di prezzemolo
- 4 cucchiai di olio extra vergine oliva
- mezzo bicchiere scarso di vino bianco
- peperoncino, sale.
Rosolare l'aglio e il peperoncino aggiungendo i calamari puliti e tagliati a listarelle.
Quando l'acqua di cottura inizia ad asciugare, bagnare con il vino, coprendo la pentola, continuando a cuocere a fuoco dolce per 10 minuti.
Quindi unire alla salsa gli scampi e i pomodorini, spolverare con abbondante prezzemolo e continuare a cuocere per qualche minuto ancora.
Cuocere la pasta in acqua bollente, scolarla al dente e saltarla nella salsa.
Servire con una manciata di prezzemolo crudo.
Vino abbinamento:
Falerio Pecorino Doc
Colle Monteverde
Rio Maggio vini

giovedì 2 aprile 2020

Olive all'Ascolana, ricetta

Le olive all'ascolana sono un piatto tipico marchigiano, originario della provincia di Ascoli Piceno, oggi diffuso su tutto il territorio nazionale e anche all'estero.
La preparazione, piuttosto laboriosa, richiede cultivar autoctona "Ascolana Tenera" di particolare dimensione.
Può fare da antipasto o da contorno.
Olive fritte all'ascolana
Ingredienti
1 kg di carni (550g di bovino, 350g di suino, pollo o tacchino fino a un massimo di 100g), 1,5 kg di olive verdi, 3-4 uova a seconda della morbidezza che si vuole dare all'impasto, 100g di parmigiano, olio extra vergine di oliva, un decilitro di vino bianco secco, aromi, cipolla, carota, costa di sedano, noce moscata, sale e pepe.
Per la panatura
2-4 uova, farina, pangrattato per gratinare l'oliva ripiena.
Preparazione
Le carni disossate e tagliate a pezzi, vengono rosolate con cipolla, carota, sedano, in olio extra vergine d'oliva e portate a cottura a fuoco lento, con aggiunta di vino bianco e sale. A cottura ultimata, la carne e gli ingredienti aggiuntivi vengono triturati nel tritacarne. L'impasto viene "legato" con formaggio grattugiato e aggiunta di aromi, immesso nelle olive preventivamente denocciolate in senso elicoidale con appositi coltellini a punta. Di seguito, le olive ripiene vengono passate nella farina, nell'uovo battuto ed infine nel pangrattato. A questo punto, le olive sono pronte per la frittura in olio extra vergine d'oliva bollente o in olio di semi, in relazione ai caratteri organolettici che si vogliono trasferire al prodotto fritto, più marcati ed aromatici in olio d'oliva, più piatti e delicati in olio di semi.
tratto da
"I racconti del piatto"
di Roberto Ferretti
edito da Zefirobooks
Vino abbinamento
Falerio Pecorino Doc
Gyo
www.vinisangiovanni.it

lunedì 16 marzo 2020

Mazzancolle al vino bianco

Piatto a base di pesce, semplice e veloce, può essere servito come antipasto o come secondo piatto.
Procedimento
Soffritto di rosmarino, olio extra vergine oliva, aglio in camicia e peperoncino.
Aggiungere le mazzancolle e sfumare col vino bianco.
Olive nere secondo gusto.
Meno di un quarto d’ora di cottura tutto compreso.
Le mazzancolle sono crostacei che richiedono tempi di cottura brevi, per non far asciugare la polpa.
Vino abbinamento:
Offida Pecorino Docg Pistillo
Poderi San Lazzaro

lunedì 9 marzo 2020

Penne al sugo di papera, italian pasta recipe

Italian pasta with duck sauce
Il piatto è stato realizzato seguendo la ricetta dello Chef Daniele Citeroni
dell'Osteria Ophis di Offida (AP) 
Penne al sugo di papera
Ingredienti per 4 persone:
500g. penne
1/4 di anatra a pezzettini
500g. pomodori pelati
1 carota
1 cipolla piccola
2 coste sedano
4 cucchiai olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino Rosso Piceno
150g. formaggio pecorino grattugiato
sale
pepe.
Rosolare i pezzi d'anatra con le verdure lavate e tritate grossolanamente nell'olio con sale e pepe.
Bagnare con il vino e stufare per 15 minuti facendo evaporare l'alcool del vino.
Unire i pelati passati al setaccio continuando la cottura per almeno un'ora, aggiustando di sale e pepe.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente e saltarla nella salsa.
Servire il piatto caldo con una manciata abbondante di formaggio pecorino.
Vino abbinamento:
Rosso Piceno Doc
Colle del Buffo
Terra Fageto winery

martedì 3 marzo 2020

Covid 19, mass media e quant’altro, considerazioni a margine.

A circa metà del guado della vicenda Covid 19 (abbreviazione di coronavirus disease 19), credo sia possibile addentrarsi in qualche considerazione di carattere generale.
La vicenda a mio parere ha posto in evidenza due dati:
1) scadimento mass-mediatico
2) inadeguatezza d’Italia e d’Europa di fronte alle emergenze
volo discendente
tela 120x80
di Enzo Massari
Sul primo punto, io direi che fin dalle prime fasi epidemiche, un’attività martellante, pressante, degli organi d’informazione tradizionali, per giunta amplificata dall’inesorabile tam tam socialmediatico, ha alimentato psicosi collettive, che resta oggi difficile, se non impossibile, far rientrare.
La questione a mio parere non è di poco conto, poiché comprova come la ricerca spasmodica di ascolti, pregiudichi la funzione di servizio dei mezzi di comunicazione di massa, disorienti i fruitori, impoverisca il sistema di riferimenti certi.
Come ulteriore tassello dello scadimento, aggiungerei che non può certo confortarci il fatto che a seguito dell’enfasi mediatica della prima ora, sia partito in data 25/02/2020 da Palazzo Chigi verso l’amministratore delegato Rai l’invito ad abbassare i toni in tg e talk; semmai ciò sta a confermare come il legame dei media tradizionali col Palazzo finisca per minare l’autorevolezza degli stessi.
Sul secondo punto, io direi che la mancanza di coordinamento tra vertice e diramazioni periferiche in Italia, la latitanza degli organi decisionali in UE, hanno portato a ritardi, ad approcci contraddittori sulle linee guida da tenere nell’immediato, e ciò che è più grave, all’assenza di un adeguamento normativo comunitario volto ad assorbire le ripercussioni sull’economia dei paesi membri e a trasformare uno stato di crisi in un'opportunità.
Parlare di “ponderazione” e “proporzionalità”, così come è stato fatto in conferenze stampa, in ordine all’atteggiamento da prendere nei confronti di un’emergenza sanitaria, sociale ed economica, quando invece tale emergenza chiamerebbe “risolutezza”, “rapidità” e “sproporzione” (intese come parti integranti del principio di precauzione, la cui adozione drastica sul modello cinese, avrebbe a mio parere avuto la funzione di accelerare i tempi di recupero), mi porta ad una riflessione critica sui nostri rappresentanti, sul pachidermico assetto istituzionale italiano, per giunta appesantito da lacci e lacciuoli comunitari, sull’obsolescenza dei meccanismi organizzativi di rappresentanza, sulla lentezza delle procedure poste di fronte al mondo interconnesso, alle relazioni smart, alla competizione globale, alle emergenze sanitarie, economiche, migratorie o di altro tipo.

domenica 1 marzo 2020

Dolci tipici del Fermano, la cicerchiata, ricetta storica.

I dolci di campagna del Fermano sono semplici, non particolarmente elaborati, ma appetitosi.
Tra i dolci tipici, legati storicamente a diversi periodi dell'anno ma più di recente diventati consueti in tempo di Carnevale, troviamo la "ciammella strozzosa", le sfrappe, le castagnole, la cicerchiata.
cicerchiata al miele
Ricetta storica cicerchiata
Ingredienti:
400 g. di farina
5 uova
2 bicchierini di mistrà
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di zucchero
cannella
miele
limone
strutto per friggere (in mancanza di strutto si può usare olio di semi d'arachide)
Preparazione:
Preparato l'impasto, si fanno dei lunghi bastoncini che poi vengono tagliati a pezzettini di un centimetro circa, da friggere nello strutto bollente o nell'olio.
Pronte tutte le cicerchie (così chiamate perchè simili agli acini di questo legume), si mettono in una larga padella dove è stato disciolto abbondante miele (si può aggiungere limone grattugiato).
Una volta rigirate a lungo con cucchiaio di legno a fuoco basso, si versano poi in un piatto largo, piano, con al centro un bicchiere rovesciato, in modo che il dolce prenda, come da tradizione, la forma di una ciambella; in alternativa si possono versare in un vassoio per dargli altra forma.
Prima di lasciarle raffreddare e rapprendere (allo scopo può essere usato 1 limone), si schiacciano ben bene tutte le cicerchie per farle aderire al piatto.
Tratto da:
"I racconti del piatto"
viaggio nella cucina contadina del Fermano
di Roberto Ferretti
edito da Zefirobooks