mercoledì 5 febbraio 2020

Due passi in vigna con Vinario4 a Roma.

Si rinnova l’appuntamento con Vinario4
Sabato 8 Febbraio, sempre nelle sale del Mercato Centrale di Roma alla Stazione Termini, andrà in “scena” la seconda degustazione “Due passi in Vigna“, di cui www.carlozucchetti.it sarà ancora una volta media partner.
Una ricca degustazione che vedrà alternarsi banchi di assaggio di aziende vinicole con postazioni riservate agli artigiani del gusto, che già hanno le loro botteghe all’interno del Mercato Centrale e che, per l’occasione, proporranno agli ospiti variegate selezioni di assaggi e piatti di loro creazione.
Ventisei aziende provenienti da tutta Italia con il filo conduttore comune, l’uso di vitigni storicamente presenti nella propria zona.
Vini particolari, vitigni dimenticati e meritevoli di qualche vetrina in più, che con Vinario4 stanno trovando nuovo spazio.
Quando:
8 febbraio 2020
Dove:
Mercato Centrale di Roma, spazio Fare, Via Giolitti, 36 Roma
Orario:
16 – 21
Costo:
€ 4,00
Info:
3287112017
eventi@vinario4.it
www.vinario4.it
Aziende
Piemonte
Isiya
Michele Chiarlo
Pomodolce
Lombardia
Azienda Agricola Ricchi
Le Strie
Veneto
Giannitessari
Toscana
Croce di Febo
Fattoria di Magliano
Lamole di Lamole
Podere Ema
Terenzuola
Umbria
Il Gheppio
Tuscia
I Botri di Ghiaccioforte
Muscari Tomajoli
Papalino
Tenuta Le Velette
Tenuta Montauto
Castelli Romani
Vitus Vignaioli Tuscolani
I Luoghi del Cesanese
Pileum
Abruzzo
Marramiero
Vini Centorame
Campania
Ermmà
Puglia
Podere29
Salvatore Mazzotta
Basilicata
Cantine De Biase
Sicilia
Baglio di Pianetto

venerdì 31 gennaio 2020

Tipicità Festival 2020, dal 7 al 9 marzo.

A Fermo nelle Marche, dal 7 al 9 marzo appuntamento con il Festival unico in Italia per le tante proposte esperienziali e per la formula esclusiva.
Tipicità Festival 2020: imperdibili qualità dalle Marche e dal mondo.
Cibi nutraceutici e tipici, grandi chef, comunità locali da altri Paesi.
Nel week-end lungo di Tipicità, anche turismo esperienziale e making d’alta gamma.
Marche imperdibili nel 2020. Lo certifica anche il “faro” delle guide turistiche mondiali, la Lonely Planet, che stampa un “Best in travel” sulla regione di Leopardi, Rossini e Raffaello come destinazione internazionale da visitare assolutamente durante quest’anno.
E tutto il meglio delle Marche è ciò che offre la ventottesima edizione di Tipicità Festival, in programma dal 7 al 9 marzo al Fermo Forum.
Un vero kolossal esperienziale, dove il grande cibo è la “bussola” per scoprire anche il fascino del making d’autore e percorsi turistici mozzafiato, tra incanti sconosciuti al grande pubblico.
Ben 13.000 mq coperti del modernissimo Fermo Forum raccontano cibo, territorio e produzioni di alta gamma attraverso 100 eventi e con oltre 200 realtà protagoniste dalle Marche, dall’Italia e dal mondo.
In Accademia grandi chef, tra i quali Annie Feolde, Filippo La Mantia e Rosanna Marziale sono pronti a condurre i gourmet in un viaggio imperdibile.
A Futuro Bio s’incontrano personaggi, prodotti sostenibili ed esclusività territoriali.
Bollicine di Marche consente di scoprire tutte le nuance dei vitigni marchigiani, in versione sparkling.
Il fantastico viaggio prosegue attraverso specialità introvabili, alimenti funzionali, biodinamici e nutraceutici, birre a km. zero e tutti gli “imperdibili” della tipicità marchigiana: dal ciauscolo allo zafferano di montagna, dal tartufo di Acqualagna all’oliva tenera ascolana e poi, ancora, il celeberrimo Verdicchio, l’olio EVO di qualità, le migliori paste biologiche, la cicerchia ed il mais ottofile, il pecorino dei Sibillini e le carni di razza marchigiana.
Tipicità Festival è anche confronto e scoperta di altre comunità del mondo che fanno dell’identità territoriale una chiave per distinguersi.
Nell’edizione 2020, ospite d’onore saranno i Paesi Baschi Francesi con la comunità di Anglet, unitamente a suggestioni, prelibatezze ed attrattive dal Canada con il Quebec, dalla Germania con Ansbach e dall’Ungheria con Varpalota, insieme ad “incursioni” di altre regioni italiane e di altre comunità internazionali.
La sera, nel dopofestival, il centro storico di Fermo propone “Tipicità in the city”, con eventi e la possibilità di organizzare week-end su misura per tutti i gusti.
Tutte le info sul sito www.tipicita.it e sui canali social.
Tel.: 0734.277893
mail: segreteria@tipicita.it
28^ edizione rinviata a fine aprile:

mercoledì 22 gennaio 2020

Birraio dell'Anno 2019, risultati concorso

Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del marchigiano MC77 conquistano il premio Birraio dell’Anno 2019
A Vincenzo Follino del campano Bonavena il titolo di Birraio Emergente
Sono due i nomi pronunciati dal palco del teatro TuscanyHall di Firenze e incisi sul cristallo dell’ambìto premio Birraio dell’Anno 2019 (evento tenutosi dal 17 al 19 gennaio 2020): Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77.
Una giovane coppia marchigiana che dal 2013 produce birre a Serrapetrona nel maceratese: emozioni liquide capaci di sedurre i 100 giudici individuati da Fermento Birra, organizzatore del premio e del relativo festival, che hanno giudicato il loro lavoro come il migliore del 2019, tra gli oltre 600 birrai potenzialmente votabili.
Del resto è stato un anno da incorniciare per il piccolo birrificio marchigiano che ha saputo raccogliere i frutti seminati nel tempo e coltivati con studio, sacrifici, miglioramenti tecnologici, crescita delle competenze produttive, viaggi formativi, creatività e passione.
Un mix che ha dato vita a prodotti emozionanti capaci di mietere consensi di critica e pubblico, soprattutto tra gli amanti del luppolo.
Birre come la Breaking Hops, double IPA di 7,2° alc. possente e appagante con i suoi profumi tropicali, resinosi e floreali, oppure come la “trilogia” composta dalle succose Velvet Suite, Bowtie e Billy Cock, tra i migliori esempi nazionali di New England IPA.
Birre che hanno contribuito a tracciare una via italiana luppolata, riportando al centro l’equilibrio tra gli ingredienti e dimostrando come non sia necessario, ma anzi deleterio, caricare quantità importanti di luppolo in maniera scriteriata.
Avere potenza senza perdita di controllo, aprire l’arco olfattivo grazie al gioco di squadra degli ingredienti, stupire senza effetti speciali.
In altre parole: sorprendere con semplicità, una semplicità che si rinviene anche nei volti e nei modi di fare di Matteo e Cecilia, che con umiltà hanno cominciato a fare birra dopo che la passione per malti e luppoli era scoccata subito, subito dopo quella dell’amore, tra i banchi dell’università a Roma.
Un sogno alimentato lungo la strada statale 77, strada che hanno percorso infinite volte e che li ha portati ad aprire un birrificio, oltre che a suggerirgli il nome stesso del birrificio.
Una gamma ampia quella di MC77 che attesta una bravura non settoriale, dove trovano posto birre di ispirazione tedesca, come la fieramente teutonica Glu Glu Kölsch, o belga, come la blanche San Lorenzo, con la sua sorprendente variazione con fiori d’ibisco, Fleur Sofronia.
Non manca la vocazione territoriale che si concretizza con birre come l’Ape Regina che prevede miele locale, e la sua versione stagionale, Ape Regina d’Inverno, prodotta con aggiunta di sapa di Vernaccia di Serrapetrona.
Così dopo essere stati premiati come migliori emergenti nel 2015, Matteo e Cecilia alzano meritatamente al cielo il Birraio dell’Anno 2019.
Tra i premiati di questa undicesima edizione troviamo, per il secondo anno di fila ad un passo dalla vittoria, Giovanni Faenza del laziale Ritual Lab di Formello (RM).
Terzo un altro marchigiano, Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM).
Fuori dal podio, quarto, un altro laziale, Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT) e quinto un lombardo, Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS).
Nella combattuta categoria degli emergenti dedicata ai birrai con meno di due anni di esperienza alla guida di un birrificio, su poco meno di duecento nomi votabili, trionfa Vincenzo Follino del birrificio Bonavena di Faicchio (BN), che ha convinto tutti con una serie di birre perfette da un punto di vista tecnico, chirurgiche nella loro esecuzione, riuscendo con successo anche a riproporre stili poco conosciuti e sicuramente non modaioli.
Secondo gradino del podio per Andrea Filippini del birrificio Siemàn di Villaga (VI), terzo Davide Galliussi del birrificio War di Cassina De' Pecchi (MI), quarto Angelo Ruggiero del birrificio Lieviteria di Castellana Grotte (BA), quinto Mauro Bertoletti del birrificio Mister B di San Giorgio Bigarello (MN).
Classifica Birraio dell’Anno 2019
1° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC)
2° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
3° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
4° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
5° Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
6° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
7° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC)
8° Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
9° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
10° Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina
11° Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
12° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
13° Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO)
14° Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
15° Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)
16° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR)
17° Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD)
18° Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
19° Luana Meola e Luca Maestrini del birrificio Birra Perugia di Perugia
20° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV)
Classifica Birraio Emergente 2019
1° Vincenzo Follino del birrificio Bonavena Brewing di Faicchio (BN)
2° Andrea Filippini del birrificio Siemàn di Villaga (VI)
3° Davide Galliussi del birrificio War di Cassina De' Pecchi (MI)
4° Angelo Ruggiero del birrificio Lieviteria di Castellana Grotte (BA)
5° Mauro Bertoletti del birrificio Mister B di San Giorgio Bigarello (MN)
www.birraiodellanno.it

venerdì 10 gennaio 2020

I Giorni della Merla 2020, Maria Pia Castelli winery

Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio coincidono con quelli più freddi dell'inverno, i cosiddetti "tre giorni della merla".
La leggenda narra infatti che una merla dal piumaggio bianco, per ripararsi dal freddo invernale, si rifugiò sotto un camino, uscendone dopo tre giorni con il manto grigio per la fuliggine e da allora rimase di quel colore.
Da qualche anno, in corrispondenza della fine del mese di gennaio o a cavallo tra gennaio e febbraio, per celebrare la fine del periodo più freddo dell'anno, l'Azienda Agricola Maria Pia Castelli di Monte Urano (Fm) organizza una vendita di vino rosso sfuso di grande qualità previa prenotazione e apre le porte della cantina per visite e degustazioni.
Un'occasione da non perdere per gli appassionati.
Sabato 1 e Domenica 2 Febbraio 2020
Vendita vino rosso sfuso solo su prenotazione.
Orario:
09:00 - 20:00
Nei due giorni ci saranno banchi d'assaggio di piccole realtà del territorio.
Per prenotare telefona ai numeri:
0734 841774 - Cantina
340 6479660 - Massimo
3333406711 - Alessandro
Azienda Agricola Maria Pia Castelli
Via Sant'Isidoro 22, 63813 Monte Urano (Fm)
info@mariapiacastelli.it
https://www.mariapiacastelli.it/
percorso stradale, info winery, note di degustazione:
barricaia
Maria Pia Castelli

domenica 5 gennaio 2020

Gricia italian pasta, ricetta live video

La pasta alla Gricia è un piatto tipico della cucina laziale.
Deriva il suo nome dalla tonalità cromatica "grigia" che si ottiene mescolando formaggio pecorino e pepe.
Basata su pochi e semplici ingredienti, può considerarsi come la progenitrice della pasta all'amatriciana, la quale ne costituisce quindi una variante.
E' chiamata anche “amatriciana bianca” poichè contiene gli stessi ingredienti dell'amatriciana classica ad eccezione del pomodoro.
Nonostante l'apparente semplicità, occorre prestare attenzione al bilanciamento degli ingredienti e alla cremosità: il risultato non può quindi che migliorare con la pratica.
Ingredienti:
spaghetti o altro formato di pasta
guanciale
pecorino romano grattugiato
olio extra vergine oliva
pepe
sale grosso
olio, pepe, guanciale a listarelle
Ricetta base per circa 40 persone, live video:
Rosolare il guanciale tagliato a listarelle in una padella con olio e pepe nero, in modo da far sciogliere il grasso.
In un'altra pentola far cuocere la pasta in acqua salata e scolarla al dente nella padella dove è stato saltato il guanciale, aggiungendo un po' d'acqua di cottura, pecorino romano grattugiato e pepe nero in abbondanza.
Si serve spolverando ancora di pecorino romano.
Vino abbinamento:
Lazio Igt Nero Buono "Ercole"
Cincinnato winery
Cori (Lt)

giovedì 26 dicembre 2019

Mezze maniche con melanzane alla parmigiana, la ricetta

Italian pasta.
Il piatto è stato realizzato seguendo la ricetta dello chef Daniele Citeroni
dell'Osteria Ophis di Offida (AP)
Mezze maniche e melanzane alla parmigiana
ingredienti per 4 persone:
- 500g. di pasta formato "mezze maniche"
- 1 melanzana lunga
- 2 pomodori freschi maturi
- 2 spicchi d'aglio
- peperoncino
- 3 cucchiai di olio extra vergine oliva
- 100g. di parmigiano
- sale, pepe.
procedimento:
Fare dorare l'aglio e il peperoncino nell'olio aggiungendo il pomodoro e la melanzana a cubetti, facendo attenzione a non far asciugare il liquido di cottura delle verdure: cuocere per 15 minuti.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolandola al dente.
Saltare la pasta nel sugo, aggiungere metà del parmigiano e porre il tutto in una pirofila da forno precedentemente unta, spolverare con parmigiano e gratinare per 15 minuti nel forno a 200 gradi.
Vino abbinamento:
Piceno Doc Polesio
Poderi San Lazzaro
Offida (AP)

giovedì 19 dicembre 2019

Carbonara di mare con pesce spada, la ricetta.

La pasta alla "carbonara" è un piatto caratteristico della regione Lazio, ma anche uno dei più amati della cucina italiana.
Preparato con ingredienti popolari e dal gusto intenso (spaghetti o altro formato di pasta, uova, guanciale, pecorino romano, sale, pepe) è una vera e propria istituzione della cucina tradizionale di terra, quindi ogni possibile variante apportata, rischia di produrre effetti catastrofici e irrispettosi.
Nel momento in cui arrischiamo varianti, credo sia doveroso manifestare deferenza nei confronti di questo piatto sinonimo d'italianità, tanto più quando, in località a prevalente economia peschereccia come quelle del litorale Adriatico, proviamo a realizzare versioni marinare, concepite, è bene precisarlo, come una sorta di trabocchetto del gusto, un divertissement gastronomico, per imitarne l'immagine, non la sostanza.
Carbonara di mare con trancio di pesce spada affumicato:
La ricetta della "carbonara di pesce" consta di due fasi distinte:
1) soffritto in olio extra vergine d'oliva: cipolla, peperoncino, pepe, trancio di pesce spada, affumicato, sminuzzato a coltello.
2) salsa d’uovo: costituita solo dai tuorli (un tuorlo ogni due persone)
Altri ingredienti: sale, pepe, formaggio pecorino.
Procedimento
Fare bollire la pasta in abbondante acqua.
Scolare la pasta al dente e terminare la cottura nella padella con il soffritto.
Aggiungere la salsa d’uovo, spolverare di formaggio pecorino e servire.
Abbinamento vino:
Falerio Pecorino Doc Gallicano (vinificazione in anfore di terracotta)
Castrum Morisci winery in Moresco (Fm)

lunedì 9 dicembre 2019

Brodetto di Porto San Giorgio, ricetta in dialetto

Brodetto di Porto San Giorgio (Fm).
Questa zuppa di pesce tipica della gastronomia locale, nasce storicamente a bordo delle imbarcazioni dei pescatori, i quali utilizzavano solo pesce meno nobile, il cosiddetto "pesce povero" più difficile da commercializzare (pesce prete, tracina, gallinella, mazzancolle, scampi, rana pescatrice, razza, scorfano, gattuccio, seppia e altro, cucinati con pomodoro verde, cipolla, aceto, vino bianco e spezie varie).
La caratteristica principale del brodetto quindi, è il forte legame con la tradizione, con il vissuto delle marinerie.
Lu Brudittu (ricetta in vernacolo, del marinaio sangiorgese).
"Pe' fa lu brudittu bònu, ce vò lo pescio iusto!
Se sfrìe (soffrigge) la cepolla.
Quanno è bella rosolata, se vutta l'acèta; po' se mette la pummadòra.
Se te ce piace anche 'mmoccò (un po') de saittì (peperoncino).
Po' se fa coce le seccie (seppie).
Dopo se mette le panocchie, li scampitti, le code de rospu, du' sfoglie (zanchette, sogliole) e du' mirlucci.
Se fa coce piano piano.
Se sbizzùra l'erbetta (tagliuzza il prezzemolo) e se vutta sopra.
Quanno lu brudittu è cottu, se prepara lo pa' (pane) 'bbrustulìto
...e se magna!".
Ricetta e live video:

mercoledì 4 dicembre 2019

Fristingo marchigiano, ricetta storica.

Fristingo è il dolce natalizio per eccellenza delle Marche.
Prende il nome da "frusto" cioè "povero", essendo il dolce della tradizione rurale.
Diverse sono le accezioni dal sud al nord della regione, fristingo, frustingo, frostengo, pistingo, brostengo, così come diverse sono le ricette (se ne contano almeno 22), ma tutte con il denominatore comune della ricchezza d'ingredienti, che ne fanno una bomba calorica e una delizia per il palato.
Ricetta storica dell'areale Fermano. 
ricetta Fristingo
- ingredienti:
farina di tritello, farina bianca, fichi secchi, mandorle, noci, noce moscata, mosto cotto, bucce d'arancia, olio e zucchero.
- preparazione:
l'impasto al quale verranno aggiunte bucce d'arancia tagliate sottili, si fa con la farina di tritello, mischiata però con un po' di farina bianca (Fristingo in foto, solo farina di tritello).
I fichi secchi tagliati a pezzetti, prima di aggiungerli alla massa, vanno tenuti a bagno per una notte, in modo da farli ammorbidire.
Nell'impasto vanno aggiunti anche mosto cotto, mandorle, noci e un po' di noce moscata.
Lasciato riposare un paio d'ore, l'impasto va sistemato dentro un testo già unto.
Si schiaccia per dargli uno spessore di 3 cm. circa.
Per guarnizione sopra al dolce si aggiungono mandorle intere, nonchè noci tagliate a metà.
Si mette il fristingo al forno per circa mezz'ora.
Per vedere se è cotto, basta infilzare un bastoncino d'ulivo nell'impasto.
Se esce asciutto, è pronto.
(tratto da "I racconti del piatto" - viaggio nella cucina contadina del Fermano - di Roberto Ferretti, edito da Zefirobooks)
Vino in abbinamento - Vino da dessert
Vino cotto
Tiberi David

giovedì 28 novembre 2019

Tipicità in missione in Canada

Conclusa la missione organizzata con Ambasciata Italiana e Consolato Generale Italiano a Montréal per celebrare la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.
La Taste Marche Experience presentata in Canada.
CANADA - Una settimana di cibo, fashion e attrattive turistiche rigorosamente “Made in Marche”.
La regione segnalata come “imperdibile” dalla guida Lonely Planet, arriva in terra canadese per conquistare l’interesse e l’attenzione di influenti interlocutori.
Un intenso programma di incontri ed eventi ufficiali ha scandito la presenza di Tipicità in Canada in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il format varato dalla Farnesina per valorizzare il “vivere all’italiana”.
Dopo le felici esperienze in Russia, negli Emirati Arabi, a Tirana e New York, Tipicità è stata invitata dall’Ambasciata Italiana di Ottawa e dal Consolato Generale Italiano di Montréal.
Serena D’Alesio, Gianmarco Di Girolami e Barbara Settembri, chef selezionati dall’Accademia di Tipicità coordinata da Luca Facchini, hanno realizzato percorsi gustativi in grado di valorizzare tutto il territorio, con un intrigante viaggio dai Monti Azzurri del Leopardi fino al blu dell’Adriatico.
Narratore d’eccezione Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG 5 e conduttore della rubrica “Gusto”.
Per l’Ambasciatore Claudio Taffuri: “Si è rivelata una scelta vincente la collaborazione con l’organizzazione di Tipicità in occasione della IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, che ha portato dalle Marche in Canada i valori ed i sapori di una regione forse ancora poco conosciuta, ma culla di grandi tradizioni agroalimentari ed industriali".
Oltre ad aver fatto apprezzare al pubblico canadese le doti dei suoi quattro ottimi chef, Tipicità ha scelto di essere accompagnata nella sua missione da alcuni imprenditori della Regione rappresentativi di food, fashion e turismo.
La cucina ha dunque rappresentato un veicolo di promozione in un quadro di approccio integrato ove, accanto ai sapori marchigiani, sono stati mostrati anche altri aspetti delle eccellenze del Made in Italy legate a prodotti di lusso e di nicchia, caratterizzati da quella tradizione e cura del dettaglio che solo le nostre produzioni sanno esprimere.
Il grande e diffuso apprezzamento registrato da parte degli ospiti canadesi nei confronti degli eventi tenuti nel corso di questa IV Settimana della Cucina conferma, dunque, come la promozione dei prodotti autenticamente italiani e in particolare quelli della dieta mediterranea, rappresenti un canale fondamentale per far conoscere ed apprezzare al meglio il nostro Paese e le sue grandi potenzialità.
In programma a Montreal, oltre alla serata ufficiale svolta presso il prestigioso ITHC, incontri qualificati con ICE_ITA, Camera di Commercio Italiana in Canada, nonché workshop ed attività relazionali per promuovere il “Marche Style”, tutte iniziative promosse dal Consolato Generale di Montréal.
Silvia Costantini, Console Generale d’Italia a Montréal, ha sottolineato: “Fare squadra all’italiana si è dimostrata ancora una volta l’arma vincente. Qui a Montréal, con la delegazione marchigiana abbiamo intessuto una serie di rapporti destinati a consolidare le eccellenti performance di questi giorni. C’è una grande voglia di italianità in Canada, per cui sono fondamentali le iniziative che, come la Taste Marche Experience, riescono a presentare le nostre eccellenze in una formula unica. Stiamo lavorando per dare un seguito alle relazioni avviate, già in occasione di Tipicità 2020”.
A rappresentare il territorio marchigiano, Alessio Terrenzi, sindaco di Sant’Elpidio a Mare, insieme ad Angelo Serri, direttore di Tipicità, che ha rimarcato “le notevoli opportunità per il Marche Style e per le collaborazioni nel mondo della formazione”.
Infatti, al centro della missione canadese è stata anche la formazione, rappresentata da Gianni Sagratini, direttore del corso di laurea in Scienze Gastronomiche dell’Università di Camerino, insieme ai rappresentanti dell’Istituto Superiore Turistico-Alberghiero “Carlo Urbani”, Roberto Vespasiani e Mario Andrenacci.
Di grande interesse anche la serata realizzata con ALMA Canada, l’associazione dei marchigiani in Canada, considerato che nella sola Montréal vivono oltre 350.000 italiani e che c’è grandissimo interesse per tutto ciò che rappresenta l’Italian Style.
Elemento baricentrico della missione, il cibo di alta gamma: tartufo, zafferano, formaggi e salumi, vini a denominazione, maccheroncini di Campofilone e mela rosa, solo per citare alcune delle prelibatezze presentate dagli chef, coadiuvati da Francesco Sabbatini Rossetti con il suo olio biologico di alta qualità.
A rappresentare il fashion, i cappelli di Attilio Sorbatti, le calzature da equitazione e di alta gamma di Alberto Fasciani e le scarpe in canapa di Risorse Future.
Tutti prodotti d’eccellenza arrivati dalle Marche con la consulenza di OTS, leader delle spedizioni internazionali con base marchigiana, ma con un importante ufficio a Montréal.
L’eco design ed il packaging sono stati curati dallo scatolificio di Stefania Di Battista.
La Marche Experience è anche turismo alla scoperta delle realtà autentiche ancora sconosciute che questa regione è in grado di offrire.
In questo senso, hanno proposto le rispettive opportunità: Nero Servizi di Enrico Gismondi, che riesce ad offrire tour personalizzati anche nelle aziende delle grandi griffe, la struttura di charme “Il Settecento” di Francesco Servili sita alle pendici del Parco Nazionale dei Sibillini, Stefano Belardinelli, presidente del Contram, per ciò che concerne i servizi turistici.

mercoledì 27 novembre 2019

Turismo Agro Fermano, prospettive

In coincidenza con il rinnovo dei vertici di Marca Fermana, associazione nata nel 2008 di accoglienza e valorizzazione turistica del Fermano nella regione Marche composta ad oggi da una sessantina di soci tra pubblici e privati, si ragiona sulle cronache locali, sulla capacità di questi organismi compartecipati di fare da punto di riferimento per dettare la linea nelle strategie turistiche.
Al di là di meriti o demeriti pregressi di questi organismi, al di là d'individuare a chi competa legittimamente il ruolo di "cabina di regia", a me premerebbe invece individuare con chiarezza il "binario" da seguire, la "trama" del film da realizzare a prescindere dal regista.
La "trama" o "binario" sarebbe a mio avviso quello che percorre il tratto identitario comprensoriale: l'Agro Fermano.
Peculiarità di questo territorio che va dall'Adriatico ai Monti Sibillini, il suo tratto identitario, è la prossimità tra costa ed entroterra, che ha dato vita nel corso degli anni a contaminazioni antropologiche, di usi e costumi, commerciali.
L'interscambio tra balneare e rurale determinato dalla prossimità, ha persino caratterizzato abitudini alimentari, quindi produzioni legate all'agroalimentare.
L'obiettivo di un progetto turistico per il momento in fase d'allestimento, dovrebbe appunto consentire al turista di cogliere e apprezzare tale tratto identitario, generato dalla vicinanza tra costa ed entroterra.
Compito arduo della "cabina di regia" sarebbe quindi, non solo quello di fare sintesi tra stakeholders, ma anche quello di sviluppare itinerari che favoriscano la scoperta dell'identità locale: le risorse storiche, culturali, artistiche, naturalistiche, le tradizioni artigianali, musicali, il ricco patrimonio gastronomico.
In conclusione, potrei dire che occorre certamente una "trama", occorre inoltre identificare una governance (regia di questo film), ma anche "last but not least" approntare un fattore di tipo "creativo" che solleciti l'attenzione del mercato e trasformi l'idea di coesione territoriale, in un'opera tangibile, turisticamente attrattiva: un'infrastruttura, come ad esempio il recupero o riconversione della ferrovia abbandonata ex AFA (ferrovia Adriatico, Fermo, Amandola "capitale" dei Monti Sibillini, dismessa negli anni '50) oggetto di uno stanziamento già nel 2018 di poche centinaia di migliaia di euro da parte della regione Marche nell'ambito del "progetto bellezza beni culturali", potrebbe rivelarsi utile, essere testimonianza concreta e simbolo identitario.
Un brand, un'unica linea per descrivere il profilo territoriale caratterizzato da tre fiumi e da tre valli: Aso, Ete, Tenna.
Un segno semplice ed efficace per unire, nel racconto iconografico, elementi naturali, storici, architettonici ed economici.
mappa
ferrovia abbandonata
ex  AFA

domenica 24 novembre 2019

Amandovolo di Porto San Giorgio, la ricetta

Amandovolo o Amandovulo è il dolce a base di mandorle e cioccolato, tipico di Porto San Giorgio (Fm), creato negli anni '50 da Pasticceria Gaviorno trasferitasi dal Piemonte alle Marche verso la metà del secolo scorso e oggi non più in attività.
Di solito si gusta e si regala sotto il periodo di Natale, ma è talmente caratteristico che i turisti lo richiedono in ogni periodo dell'anno, anche in estate considerando che trattasi di prodotto tipico di località balneare.
RICETTA
Ingredienti:
5 uova
100gr. di farina OO
50gr. di fecola
100gr. di zucchero
50gr. di burro
Aroma di mandorla amara
100gr. di mandorle tritate con la buccia
1 bustina di lievito per dolci
Per decorare e glassare:
200gr. di cioccolato fondente
50gr. di mandorle tritate
Procedimento:
Battere le uova e lo zucchero, la fecola e il burro fuso tiepido e tutti gli altri ingredienti.
Ricoprire lo stampo da plum-cake con la carta da forno, mettere la pasta e infornare a 160° per circa 20 minuti; fare la prova stecchino per verificare la cottura.
Sfornare e lasciare raffreddare bene; nel frattempo fare sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria.
Capovolgere il dolce e quando è ben freddo ricoprirlo nei lati con il cioccolato e le mandorle tritate grossolanamente e con una forchetta decorare la superficie.
(Fonte: http://www.marcafermana.it/it/scheda_ospitalit%C3%A0/poi/556/)
Vini in abbinamento - Vini da Dessert:
Zuave di Azienda Agricola Fabrizio Quaresima (vino aromatizzato all'albicocca) e Passito di Pantelleria di Cantine Pellegrino.

giovedì 14 novembre 2019

Festa della cicerchia a Serra de' Conti, Grand Tour delle Marche '19

Dal 22 al 24 novembre, il Grand Tour delle Marche fa tappa sulle colline marchigiane.
Cicerchia ed antiche tradizioni a Serra de' Conti.
L’antico legume servito nella caratteristica “pagnotta” appositamente scavata.
Nei giorni 22, 23 e 24 novembre il Grand Tour delle Marche fa tappa a Serra de’ Conti (An), suggestivo borgo di stampo medioevale racchiuso da una possente cinta muraria ed adagiato tra i dolci colli trapunti di vigneti.
Siamo nel territorio di un’autentica eccellenza, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma per celebrare la Festa della Cicerchia, un legume povero che in passato ha contraddistinto la cultura alimentare di questo angolo delle Marche.
La Festa rappresenta la penultima tappa del Grand Tour delle Marche 2019, promosso da Tipicità ed ANCI Marche con la partnership strategica di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.
La cicerchia è un legume antico che per tanto, troppo tempo, è caduto nell’oblìo, accantonato per far posto ad altri alimenti più ricchi, ma che oggi ritorna prepotentemente alla ribalta in virtù delle sue proprietà nutritive e delle proteine nobili che racchiude.
Un’autentica icona dello stile di vita mediterraneo che, da un ventennio, viene celebrata nel penultimo weekend di novembre, grazie all’Associazione Festa della Cicerchia nata a Serra de’ Conti proprio per diffonderne la conoscenza.
Per l’occasione, le cantine, le grotte, le locande e le osterie del caratteristico centro storico, si trasformano in altrettanti locali presso i quali degustare oltre cento ricette della tradizione gastronomica marchigiana.
Al centro dell’attenzione, naturalmente, sfiziosi piatti a base di cicerchia, tra i quali: polenta preparata con farina derivata dal “prezioso” legume, tagliatelle al ragù di cicerchia e, soprattutto, cicerchia cucinata con la ricetta tradizionale e servita dentro ad una “pagnotta” di pane scavata al suo interno per contenere l’appetitosa zuppa.
Ci saranno anche i presidi slow food, il Friuli Venezia Giulia, in qualità di comunità ospite, e gli “agricoltori custodi della biodiversità” con le loro tipicità: cipolla di Suasa, favetta di Fratterosa, pomodoro da Serbo ed anche “l’officina dei mestieri”, che mostrerà i manufatti dell’artigianato di tradizione.
Tutte le informazioni sull’iniziativa, le attrattive turistiche del territorio e le proposte di ospitalità, sono consultabili sull’applicazione di Tipicità e sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it

martedì 12 novembre 2019

Roadshow di Tipicità, gli appuntamenti.

Presentato il road show di Tipicità: tante tappe fino a Dubai 2020.
Canada, Dubai e Londra nel mirino di Tipicità.
Fermo - La Marche Experience vince ed è sempre più ammirata in tutto il pianeta, come dimostra anche Lonely Planet, la guida di viaggio più conosciuta al mondo che per il 2020 raccomanda di non perdere assolutamente la possibilità di visitare questa regione ancora poco nota: griffe internazionali laddove vengono realizzate, panorami mozzafiato e colline incantate, straordinarie opere d’arte ed ottimo cibo unito a birra e vino d’autore.
Dalla Toscana è partito il Roadshow di Tipicità che, nell’arco di dodici mesi porterà la Marche Experience in Italia e nel mondo.
Un fantastico tour iniziato da San Miniato, dove “Tipicità” è stata protagonista, in qualità di ospite d’onore, alle giornate inaugurali della 49a edizione della “Mostra Nazionale del Tartufo Bianco” che si tiene nella suggestiva città toscana.
Canada: Tipicità è stata invitata dall’Ambasciata italiana di Ottawa e dal Consolato Generale italiano di Montreal ad interpretare la “Settimana della Cucina italiana nel mondo”, che si terrà dal 18 al 22 novembre.
Quattro gli chef selezionati dall’Accademia di Tipicità, che accompagneranno una missione composta da imprenditori rappresentativi di food, fashion e turismo.
In programma incontri qualificati con ICE, Camera di Commercio Italiana in Canada, nonché workshop ed attività relazionali per promuovere il “Marche Style” in un mercato ad alto potenziale di spesa che dimostra grande attenzione nei confronti dell’Italia.
Londra: Tipicità ha stretto una collaborazione con il “Glass of Bubbly”, Festival internazionale delle bollicine, il responsabile del quale, Graham Taylor, è intervenuto alla presentazione del Roadshow che ha avuto luogo a Fermo.
Il prestigioso evento, che si svolge ogni anno nel vivacissimo quartiere di Westminster, nel cuore della capitale britannica, parteciperà a Tipicità 2020 ed a sua volta ospiterà il Festival marchigiano all’appuntamento londinese del prossimo 7 aprile.
Dubai: “Connettere le menti, creare il futuro” è lo slogan dell’Expo Universale che si terrà negli Emirati Arabi da ottobre 2020.
Nell’ambito del programma di Tipicità Festival, nel prossimo mese di Marzo, saranno realizzate iniziative di preparazione a questo grande evento, per predisporre in maniera idonea l’eventuale partecipazione di entità ed aziende marchigiane.
È dall’esperienza milanese di EXPO 2015 che l’organizzazione di Tipicità ha varato un innovativo format di promozione territoriale denominato, per l’appunto, “Taste Marche Experience”, un progetto finalizzato a promuovere nel mondo le eccellenze dell’italian style.
Dubai ed Abu Dhabi, Russia, New York, Tirana e Valona, sono state le tappe più significative toccate sino ad ora.
Il modello è quello fortunato di Tipicità Festival (ma in modalità “export”), la ventottesima edizione del quale si svolgerà al Fermo Forum dal 7 al 9 marzo 2020.
Università e pubbliche amministrazioni, aziende leader nei rispettivi ambiti, associazioni di categoria, chef ed istituti alberghieri che si riconoscono nel “brand-ombrello” di Tipicità, diventano altrettanti attori protagonisti del “Vivere all’Italiana”, seguendo lo slogan del Ministero degli Esteri che valorizza, non tanto i singoli prodotti, quanto l’intero lifestyle del Bel Paese.

lunedì 4 novembre 2019

Le Vie di Bacco 2019, Ripatransone

Con l'autunno la città di Ripatransone (AP) torna ad essere percorsa sulle Vie di Bacco.
Prende il via dal 9 Novembre e fino all'8 Dicembre la storica iniziativa fondata sulle eccellenze enogastronomiche ripane proposte dai Ristoratori e dalle Aziende Vitivinicole del Belvedere del Piceno.
La manifestazione, giunta alla sua 25ª edizione, vede per il 2019 uno straordinario coinvolgimento delle realtà cittadine; la formula, ormai caratteristica imprescindibile dell'iniziativa, prevede la proposta di particolari menù degustazione ad un costo compreso tra € 25 e € 28 a persona; tali menù includono una bottiglia di vino delle Cantine Ripane aderenti, ogni 2 persone.
Inoltre, in ciascun menù verrà presentato un piatto tipico del patrimonio gastronomico ripano.
Anche nel 2019 verrà proposta la Carte dei Vini Ripani, la migliore selezione dei Vini delle Cantine di Ripatransone da abbinare alle straordinarie pietanze proposte dai ristoratori.
Di seguito, i Ristoratori e le Cantine aderenti alla 25ª Edizione della Manifestazione:
Ristoratori
Barone Rosso
via Cavour 1
tel: 340 8701971, 0735 9442
I Calanchi/Ristorante "La Piazzetta"
Contrada Verrame 1, località San Savino di Ripatransone
tel: 0735 90244
La Cascina dei Ciliegi
contrada Pianacciole 4, frazione San Savino di Ripatransone
tel: 0735 90606
La Contrada
contrada Magazzini 19 (zona San Savino)
tel: 347 5134333, 0735 90522
Lu Cuccelò
via Don Augusto Camei 2
tel: 333 4789703, 0735 99766
Iervasciò
contrada San Michele 18
tel: 0735 97936, 333 7742482
Pietra Antica
Contrada Sant'Egidio, snc,
tel: 349 678 6285
Romano
contrada Fonte Abeceto 30
tel: 0735 97132
Cantine Vitivinicole
- Azienda Agricola Simone Capecci
- Cantina dei Colli Ripani
- Damiani Vini
- La Fontursia
- Le Caniette
- San Michele a Ripa
- Tenuta Cocci Grifoni
- Tenuta Santori
(N.B. Apertura a Pranzo e Cena previa conferma da richiedere direttamente al singolo ristoratore).