martedì 20 gennaio 2026

Birraio dell'Anno 2025 i vincitori

Birraio dell’Anno 2025: vince Agostino Arioli del Birrificio Italiano.
Andrea Nardi del romano Linfa conquista il titolo di Birraio Emergente.
Il premio che da 17 anni riconosce il miglior produttore italiano, incorona lo storico birrificio lombardo proprio nell’anno del trentennale della birra artigianale italiana.
L'evento ha coinvolto una cinquantina di birrifici e si è svolto il 17 e 18 gennaio 2026 presso il teatro Cartiere Carrara di Firenze.
Agostino Arioli si aggiudica il titolo di Birraio dell’Anno 2025, riconoscimento assegnato da Fermento Birra ai migliori produttori italiani, tramite il voto di operatori del settore, birrai e degustatori.
Un risultato che arriva in un momento fortemente simbolico: il 2026 coincide infatti con i trent’anni di attività del Birrificio Italiano e quindi, con i trent’anni della birra artigianale italiana, visto che il produttore comasco rientra in quel gruppo ristretto di pionieri che diede avvio nel 1996 alla "craft revolution". 
Secondo posto per Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB), presenza costante nelle primissime posizioni negli ultimi anni; terzo Elia Pina del birrificio 50&50 di Varese, a completare un podio interamente lombardo.
Agostino Arioli è uno dei birrai che a metà degli anni Novanta ha contribuito a cambiare radicalmente il modo di intendere la birra nel nostro Paese.
In un contesto dominato da prodotti standardizzati, ha introdotto profumi inediti, gusti spiazzanti e un approccio tecnico e culturale che ha anticipato il mercato di anni.
La storia del Birrificio Italiano inizia ufficialmente il 23 dicembre 1994, quando la Camera di Commercio di Como registra il Nuovo Birrificio Italiano srl.
A Lurago Marinone viene installato un impianto da 200 litri con fermentatori di seconda mano.
Nell’aprile del 1996 partono le prime produzioni del brewpub, tra i primi in assoluto in Italia.
È in quegli anni che prende forma una filosofia produttiva basata su birre “democratiche”, dalla facile beva ma mai banali, prive di stabilizzanti, additivi, non pastorizzate e non filtrate.
Nel tempo il birrificio cresce, il team si amplia e nel 2012 la produzione si trasferisce nella sede attuale di Limido Comasco.
A non cambiare è l’equilibrio tra rigore tecnico e libertà creativa, tra disciplina scientifica e istinto: nell’“Officina Alchemica”, come viene definito il birrificio, gli ingredienti vengono lasciati esprimere senza correzioni a valle, attraverso un controllo rigoroso a monte.
Le birre non vengono “aggiustate”, ma costruite, creando le condizioni perché arrivino autonomamente al risultato voluto.
Un approccio che tiene insieme sensibilità e metodo e che ha portato, in alcuni casi, a ridefinire gli stili stessi. 
Emblematica è la Tipopils, birra che ha rappresentato un’evoluzione moderna dell’idea tradizionale di Pils grazie all’uso del dry hopping con luppoli nobili.
Una birra fuori dalle codificazioni classiche che ha ispirato generazioni di birrai in Italia e all’estero, diventando il riferimento di quella che oggi viene comunemente definita “Italian Pils”.
Accanto a lei, numerose etichette che hanno accompagnato intere generazioni di appassionati, come la Extra Hop, una Pils profumata da luppoli in fiore; la Finisterrae, una birra con frumento sospesa tra le belghe Saison e le tedesche Weizen; la Amber Shock, una bassa fermentazione dal colore mogano e dal bouquet multisfaccettato; la Bibock, una rivisitazione moderna del tradizionale stile teutonico, e ancora la Nigredo, una dark lager realizzata con luppolo in fiore tostato in birrificio, un esempio di creatività innestata sulla tradizione.
Classifica Birraio dell’Anno 2025
1° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
2° Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB)
3° Elia Pina del birrificio 50&50 di Varese
4° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
5° Cecilia Scisciani e Matteo Pomposini del birrificio MC 77 di Serrapetrona (MC)
6° Samuele Cesaroni del birrificio Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
7° Marco Benda,Matteo Voliani,Stefano Botto birrificio Cantina Errante, Barberino Tavarnelle (FI)
8° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
9° Josif Vezzoli del birrificio Elvo di Graglia (BI)
10° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Quiliano (SV)
11° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
12° Simone Bedeschi del birrificio Bajön di Porto Corsini (RA)
13° Luca Dalla Torre del birrificio Bondai di Sutrio (UD)
14° Luca Tassinati del birrificio Liquida di Ostellato (FE)
15° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
16° Flaviano Brandi del Birrificio Bibibir di Castellalto (TE)
17° Enrico Ciani del birrificio Birra dell’Eremo di Assisi (PG)
18° Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina (LT)
19° Filip Lozinski del birrificio Wild Raccoon di Cussignacco (UD)
20° Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)
Durante la cerimonia è stato consegnato il premio di Birraio Emergente ad Andrea Nardi di Linfa Brewery (Roma).
Secondo Lorenzo Monacci di Mudita (Stagno, LI), terzo Stefano Furlanetto di De Lab Fermentazioni (Diano d’Alba, CN).
Si aggiudica dunque il premio destinato ai produttori con meno di tre anni di attività Andrea Nardi, del birrificio romano Linfa Brewery.
Nato nel 2023 dall’incontro tra Nardi, Roberto Antonini e Francesco De Santis, Linfa ha attirato fin da subito l’attenzione con una comunicazione irriverente e un team navigato dalle competenze complementari.
Alla base del progetto c’è una forte ispirazione alla tradizione britannica delle Real Ale e alla scuola mitteleuropea delle basse fermentazioni, filtrata però attraverso uno sguardo contemporaneo.
Un percorso giovane ma già maturo, che ha convinto la giuria a riconoscere Linfa come una delle realtà emergenti più interessanti del panorama nazionale.
Classifica Birrificio Emergente 2025
1° Andrea Nardi del birrificio Linfa Brewery di Roma
2° Lorenzo Monacci del birrificio Mudita di Stagno (LI)
3° Stefano Furlanetto del birrificio De Lab Fermentazioni di Diano D’Alba (CN)

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