martedì 22 giugno 2010

Offida rosso '06 di Pasqualino Damiani

Taglio di Montepulciano (circa 70%) e Cabernet Sauvignon (circa 30%).
Rosso rubino molto scuro, impenetrabile, con qualche riflesso violaceo.
All'analisi olfattiva la nota alcolica sembra inizialmente sovrastare quella tipica di marasca e quelle terziarie di liquirizia; attenuandosi però dopo adeguata ossigenazione.
Al palato l'effetto pseudocalorico prodotto dalla rilevanza alcolica, si combina bene con la consistente ricchezza estrattiva, dando luogo a un sorso ampio e a prevalenti sensazioni morbide.
Sviluppa in questa fase la sua complessità: le note evidenziate all'olfattiva, virano gradualmente verso sfumature di frutto nero stramaturo, marasca, lampone, note erbacee e cacao.
Il prolungato affinamento in barrique tiene a freno l'esuberanza del vitigno base; così come la percentuale di Cabernet Sauvignon tende ad arrotondare tutto l'insieme.
Ciò consente di decifrare con buona approssimazione l'obiettivo primario del progetto; ovvero imbrigliare e dominare, per quanto possibile, il carattere del Montepulciano; salvaguardando struttura e spessore d'impianto.
Vino da arrosti.

Offida rosso doc '06 - alcool 14,5% - €15 in carta ristorante.
Az. Agr. Damiani Pasqualino, c.da Pianacciole, S.Savino di Ripatransone (AP).

link correlato: http://avvinatorebloggato.blogspot.com/2010/03/il-montepulciano-vitigno.html

lunedì 14 giugno 2010

Due pergole con terrazzo


Roba da guinness! Due piani di vite ultracentenaria alta circa dodici metri.
Si trova a Pedaso (FM) ed è l'unica rimasta nel paese.
Parecchi anni fa, quando ancora le costruzioni erano di altezza limitata, ogni casa aveva la sua vite. Poi le questioni condominiali o urbanistiche prevalsero, determinando la perdita definitiva di un patrimonio naturale assolutamente originale.
Rimane questa memoria storica; legame culturale tra l'attività di pesca prevalente e l'agricoltura delle origini.
Pare che già nel 1903 questa vite avesse un'altezza pari al primo piano della casa. Nessuno in paese è attualmente in grado di definirne esattamente l'età. Quello che è certo è che gode di ottima salute e produce uva da tavola tipo moscato in quantità industriale.
Passando da una pergola all'altra, sempre a Pedaso (FM), interveniamo all'inaugurazione del ristorante La Pergola Rossa, in vicolo del Muraglione.

Dopo un paio di gestioni precedenti non proprio fortunate, ora l'attività è guidata direttamente dai proprietari dell'adiacente Relais Villa Ricci.

Il gruppo di lavoro è costituito da una decina di giovani, che operano su due piani: al superiore il ristorante vero e proprio, imperniato sulle carni di Cecchini, con punto cottura a vista ed annessa terrazza panoramica sul mare; location di un certo livello per immagine, proposta e servizio.

Al piano inferiore wine bar, con annessa cucina dei primi piatti; per una proposta più immediata e meno impegnativa.

L'impressione ricavata dalla visita, è che si cerchi di tenere provvisoriamente il piede in due staffe. Visto anche l'esito poco felice di precedenti gestioni, non in grado di realizzare a pieno le aspettative di partenza, e il momento economico non dei migliori, che rende difficili le visioni di prospettiva, si aspetta di verificare il tipo di risposta del mercato per poi indirizzarsi con più decisione verso la tendenza prevalente riscontrata e allinearvi l'offerta.

domenica 6 giugno 2010

P.I.C.(personal impertinent contamination)


Cercare di trovare il trait d'union, la linea di continuità gustativa, tra prodotti o preparazioni tipiche di un certo territorio e quelli di un'altra realtà geografica, potrebbe rivelarsi semplicemente un esercizio impertinente di creatività fine a sè stessa.
Capita infatti di sovente che, ad esempio vini di una determinata regione, trovino la loro migliore espressione all'interno dello stessa realtà enogastronomica da cui provengono e non in altre. Poichè in ogni territorio ci si abitua nel tempo a certi gusti e conseguenti abbinamenti; ed è difficile far cambiare abitudini al palato.
Può capitare altresì, che il rigore dell'abbinamento vino-piatto e la coerenza papillare, passino in secondo piano rispetto al momento banalmente conviviale e del tutto informale. E' appunto quest'ultimo il caso di cui sotto.

Messi di fronte da una parte i piatti della tradizione marinara di Porto S. Giorgio; dall'altra i vini rosati di Salento e Campania. Per verificarne punti di contatto e di contrasto.

Cozze in guazzetto; gallinella, spigola, pesce s. pietro lessi; salmone marinato; carpaccio di tonno affumicato; mammelle di seppia lesse; rigatoni al sugo di ricciola dell'adriatico; zanchette romane (sogliola dei poveri) pescate in acque di pertinenza croata; rana pescatrice arrosto.

I vini:

Girofle Salento rosato igt '08-'09 dell'azienda Monaci di Copertino. Vigna Flaminio Brindisi doc rosato '08 dell'Agricola Vallone. Five Roses 66°anniversario Salento igt '09 di Leone de Castris. Lacrimarosa Campania igt '09 di Mastroberardino.

Tanto per non farsi mancare nulla "last but not least", ad intercalare il roseo salentino e campano: Ferghettina Franciacorta saten '05. Rotari Talento Trento doc rosè.