C’ha la stoffa del campione questo Pelago ’06 da uve Cabernet Sauvignon, Montepulciano e Merlot. Nulla di nuovo sotto il sole, dato che quest’etichetta ormai da una quindicina d’anni può considerarsi come una delle griffes della viticoltura nazionale.
Il vino si presenta nella sua veste più austera: rosso granato scuro, quasi un nero d’inchiostro, impenetrabile. Denso e consistente di materia, si muove al ralenty aggrappato al calice.
Inizialmente renitente ad aprirsi all’analisi olfattiva, lo fa solo dopo adeguata ossigenazione; stabilizzandosi su un bouquet di profumi persistente, che col passare del tempo si sviluppa in ampiezza verso sensazioni complesse. Note speziate di pepe nero e noce moscata procedono all’unisono con quelle fruttate ancora vive di marasca e con quelle erbacee tipiche del Cabernet; note di humus, caffè e fiori in appassimento, percepite qua e là in sottofondo.
La sensazione è quella di un equilibrio sostanziale delle componenti già in fase olfattiva e che trova piena conferma anche al palato nella giusta continuità.
In questa fase, al di là dei descrittori, è lo spessore di materia quasi masticabile l’elemento più evidente. E’ caldo, vellutato e morbido. Non manca una nota sapida che accentua il volume di un impianto già sostanzioso.
Il contributo di freschezza dato dalla percentuale di Merlot, giova agli equilibri complessivi e alla bevibilità.
Finale ancora vivido e fruttato di marasca e ciliegia in confettura, che lascia presagire positivi margini evolutivi futuri anche a lunga scadenza.
Abbinato per l’occasione a spalletta d’agnello di razza sopravissana all’arancia in salmì.
Non ha sfigurato su tagliatella ai funghi porcini.
Consigliabile anche in slow tasting a fine pasto, per razionalizzare al meglio il quadro delle sensazioni aromatiche. valutazione 8,5/10.
Marche rosso igt Pelago ’06; alcool 14%; circa € 32.
Azienda Vinicola Umani Ronchi, via Adriatica 12 Osimo (AN). http://www.umanironchi.com/it/
domenica 27 novembre 2011
Pelago '06
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Notevole, condivido, come lo sono tutti i vini di Umani che ho assaggiato. A me è rimasto in testa il San Lorenzo, ma lo fanno sempre?
RispondiEliminaCiao dalla Toscana,
Alessandro Zingoni
E' il Rosso Conero di mezzo diciamo così. Fanno un mare di etichette, suddivise poi in prima, seconda e terza fascia. Io preferisco i vini di prima fascia, frutto di selezioni più accurate e sempre affidabili.
RispondiEliminaHo visitato un paio d'anni fa la bottaia, veramente suggestiva e architettonicamente molto particolare, caratterizzata da travi di sostegno inclinate.
A questo indirizzo un breve video fatto nell'occasione (..dall'ottavo minuto in poi, all'interno della bottaia): http://www.vinix.com/video_detail.php?ID=986
Grande Massimo e adesso Michele che con amore e passione hanno realizzato vini di grandissima eccellenza!!! Ed esportano il vino e con esso il grande MADE in ITALY in tutto il mondo...
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